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Cibo e Futurismo, 1919-1930

Dopo la Prima Guerra Mondiale cambiano la maggior parte dei rappresentanti del movimento, anche se Marinetti continua ad essere la guida incontrastata del movimento. In questo periodo l'avanguardia italiana deve fronteggiare anche l'ascesa del Fascismo come guida della nazione, non riuscendo mai a diventare l'arte ufficiale del regime a causa di alcuni principi rivoluzionari non graditi a Mussolini.

L'intento del movimento, comunque, rimane quello di rivoluzionare il mondo intero, non accontentandosi di "creare" e sperimentare un nuovo genere artistico. In questo periodo continuano ad essere molti gli interventi di Marinetti e compagni riguardo alla cucine italiana e alla sua "necessaria" evoluzione.

A Roma nasce il Cabaret del Diavolo, un locale futurista di incontro e scambio di opinioni, arredato con uno stile creato dagli stessi artisti futuristi e con un menù ricco di portate ideate appositamente per le occasioni di ritrovo.




Il ristorante milanese Penna d’Oca, diretto da Mario Tapparelli, il 15 Novembre 1930 offre a Marinetti un banchetto in omaggio all’estetica futurista, con lista di vivande preparata dal cuoco Bulgheroni composta da:
• OCA GRASSA
• GELATO NELLA LUNA
• LACRIME DEL DIO “GAVI”
• BRODO DI ROSE E SOLE
• FAVORITO DEL MEDITERRANEO ZIG ZUG ZAG
• AGNELLI ARROSTO IN SALSA DI LEONE
• INSALATINAALL’ALBA
• SANGUE DI BACCO “TERRA RICASOLI”
• RUOTELLE TEMPISTE DI CARCIOFO
• PIOGGIA DI ZUCCHERI FILATI
• SCHIUMA ESILARANTE “CINZANO”
• FRUTTA COLTA NEL GIARDINO D’EVA
• CAFFÈ E LIQUORI

L'intento dei Futuristi è sempre quello di emozionare e stravolgere il commensale-lettore, proponendo vivande con nomi assurdi e presentazioni all'avanguardia.
In tale occasione Marinetti, davanti a un ricevitore della radio, annuncia che il Futurismo intende sovvertire il sistema alimentare italiano, partendo dall’abolizione della pastasciutta, considerata «vivanda passatista» che «appesantisce, abbruttisce, illude sulla sua capacità nutritiva, rende scettici, lenti, pessimisti».
Il Manifesto della cucina futurista è pubblicato a firma del solo Marinetti in “Gazzetta del Popolo” (28 Dicembre 1930) e rilanciato in “La Cucina Italiana” (1931), infine pubblicato nel testo scritto da Marinetti e Fillìa La Cucina Futurista. Un pranzo che evitò un suicidio (Milano, 1932).
La proposta “cucinaria” è in linea con il sistema di propaganda futurista che prevede l’individuazione dei “nemici” da combattere (la tradizione, ovvero: spaghetti, cuochi accademici, ristoranti-museo) e il ricorso a proclami, conferenze ecc.
Inoltre, si sviluppa su diversi piani:

  Pratico – igienico (per un rinnovamento alimentare adatto alla vita moderna)
  Politico – autarchico (legato alla difesa dei prodotti nazionali in sintonia con la politica autarchica)
  Artistico (rendere l’atto del gustare una forma di arte-vita)

Pochi mesi dopo l'uscita del Manifesto della Cucina Futurista viene inaugurato a Torino, in Via Vanchiglia 2, la Taverna del Santopalato, un luogo di ritrovo per tutti gli artisti futuristi per discutere e mangiare piatti "futuristi". Il locale è decorato da Nicolay Diulgheroff e Fillìa (Luigi Colombo) come «UNA GROSSA SCATOLA CUBICA INNESTATA, PER UN LATO, IN UNALTRA PIÙ PICCINA: ADORNA DI COLONNE SEMINCOLORI INTERAMENTE LUMINOSE E DI GROSSI OCCHI METALLICI, PUR LUMINOSI, INCASTRATI A METÀ PARETE; FASCIATA, PER IL RESTO, DI PURISSIMO ALLUMINIO, DAL SOFFITTO AL PAVIMENTO» (in Filippo Tommaso Marinetti e Fillìa, La cucina futurista, Milano 1932).



Menu futurista del Santopalato (8 Marzo 1931)

Antipasto intuitivo (canestrini ricavati dalla buccia delle arance che contengono bigliettini con motti spiritosi e altre sorprese)

Aerovivanda (il commensale con la mano destra si serve da un piatto contenente un’oliva, un chinotto candito, un quarto di finocchio, con la sinistra accarezza una piccola tavola tattile rettangolare su cui sono incollati ritagli di damasco rosso, velluto nero e carta vetrata. Da una fonte canora celata si dipartono note di musica classica, mentre i camerieri spruzzano sulle nuche dei convitati del profumo)


Brodo solare (brodo in cui si cullano ingredienti del color di sole)

Tuttoriso (con vino e birra)


Carneplastico (polpettone di forma fallica, posto verticalmente al centro del piatto, spalmato di miele sulla cima e sostenuto alla base da un anello di salsiccia)

Ultravirile (tra lingue di vitello e gamberi è presentato il corpo di un’aragosta scrostata, ricoperto di zabaione verde, con in testa una corona di creste di pollo)

Paesaggio alimentare

Mare d’Italia
Insalata mediterranea


Altre vivande futuriste sono:

- Pollofiat (pollo con cresta di gallo cucita sul dorso e guarnita di confetti argentati che sembrano metallici)
- Equatore + Polo Nord (piccoli aeroplani scolpiti nel tartufo e un cono di chiara d’uovo montata e solidificata)
- Dolcelastico (bigné che ha per coperchio una prugna secca e nasconde la sorpresa di un nastro di liquirizia)
- Reticolati del cielo
- Frutti d’Italia (composizione simultanea)

per i giornalisti Porcoeccitato (salame crudo privato della pelle servito in piedi in un piatto contenente caffè espresso caldissimo mescolato con molta acqua di Colonia)

 

 


PJ

Ciclista a tempo perso, una volta cestista, adesso studente universitario.
Autore Fattone.it

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