STAY HIGH

Ma cosa vi fumate? Le maggiori componenti psicoattive della cannabis

La struttura molecolare del delta9-thc
Vi siete mai chiesti, davvero, quali e quanti principi attivi siano contenuti nella ganja che,
così amabilmente, adorate fumare per i più svariati motivi?
In caso non ve lo foste mai chiesto (ed in caso la domanda si sia già affacciata alla vostra mente, ma non siate provvisti di un laboratorio di analisi sui cannabinoidi), ecco a voi un articolo in cui vengono descritte le principali molecole psicoattive contenute nella cannabis, responsabili dei magnifici effetti per quali tanto adoriamo questa medicamentosa pianta,
da alcuni addirittura considerata sacra (ed a ragione, oserei aggiungere)!

Partiamo da alcuni cenni fondamentali: la cannabis è l'unica pianta esistente - per ora, e fino
a quando la ricerca, tramite l'ingegneria genetica e l'escissione dei geni, non saranno in grado
di innestare artificialmente in altre piante i geni adibiti alla produzione di cannabinoidi.
Cosa significa questo? Significa che potete anche smetterla di fumare origano, salvia comune,
filamenti di banana e via discorrendo semplicemente perché... non contengono cannabinoidi!

Tornando a noi: i cannabinoidi, dunque, sono i responsabili degli effetti psicoattivi che ricerchiamo ogni qual volta andiamo a comperare una busta, o a piantarci le nostre adorate bimbe - chi fa da sé, fa per tre, ricordate!
È stata confermata, addirittura, l'esistenza di più di quaranta cannabinoidi diversi, per quanto in larga misura non psicoattivi.
Qui, di seguito, elencheremo alcuni tra quei quaranta cannabinoidi, quelli principalmente ed in prima persona responsabili degli effetti psicotropi:

DELTA9-THC (delta9-trans-tetraidrocannabinolo):
Ci siamo: è il nostro benvoluto THC! È la molecola che molti di noi si sono già tatuati o si tatueranno da qualche parte. Certo! Esso è il principale ingrediente che condisce le nostre serate migliori all'insegna
della cannabis e del buon stare in  compagnia. Perché? Semplicemente, è la molecola a cui in larga
parte il nostro "sballo", ovvero l'effetto proprio della cannabis, contribuisce.
A seconda della percentuale nelle infiorescenze contenuta, il nostro high sarà più o meno potente,
più o meno cerebrale, più o meno euforico.
Ovviamente, a genetiche diverse corrisponde un grado di THC variabile. Per esempio, nella cannabis
usata per scopi industriali, queste percentuali sono addirittura infinitesimali; in quelli che molti
di noi chiamano "erboni", invece, questa percentuale può addirittura superare il 25% (come la genetica
Bruce Banner #3 del dispensario americano Strainwise, che arriva al 28% circa).

DELTA8-THC (delta8-tetraidrocannabinolo):
A titolo esemplificativo, si fa riferimento al delta9-THC ed al delta8-THC semplicemente chiamandoli, entrambi,THC.
Ciò perché è presente in quantità davvero lievi rispetto al fratello maggiore delta9-THC, tali da non sembrare rilevanti per le ricerche di breeding (coloro i quali incrociano e ottengono nuove genetiche), growers e scienziati.

CBD (cannabidiolo):
È il principio attivo sicuramente più amato da chi preferisce un effetto "stoned", da divano insomma!
Presente in tutte le genetiche a seconda dello strain preso in esame, conferisce allo "sballo" un effetto
sedativo; può anche ritardare l'inizio dell'ebbrezza, ma in compenso, alte percentuali di CBD favoriscono la durata nel tempo degli effetti, arrivando anche a raddoppiarli. Contenti?
Fra l'altro, è il principio attivo con maggiori proprietà farmaceutiche e medicamentose, come il grafico sottostante potrà illustrarvi.



CBN (cannabinolo):
È il prodotto dell'ossidazione o degradazione del THC. Prendendo il caso di infiorescenze o hashish
conservati e stagionati, essi presenteranno dei maggiori livelli di CBN convertitosi dal THC,
rispetto ad una infiorescenza fresca. Elevati tenori di CBN generalmente provocano disorientamento,
sonnolenza e fiacca, di cui si parla come effetto narcotico.
Per gli amanti di questo tipo di high: che non vi venga in mente di lasciar stagionare per anni il
vostro hashish! Infatti, il CBN contiene solo - e nella migliore delle ipotesi - il 10% della
potenza psicoattiva del THC da cui deriva.

THCV (tetraidrocannabivarina):
Associata di solito alla fragranza emanata dalla pianta, la si trovava principalmente (quando
ancora gli esperimenti sul breeding erano da poco nascenti) nelle potentissime varietà originarie
del sud-est asiatico, dell'Asia centrale e di alcune regioni dell'Africa.
La presenza di THCV di solito anticipa la comparsa dei sintomi dell'ebbrezza, così come la loro
scomparsa. Molti aspetti di questa molecola, comunque, devono ancora essere studiati.

CBC (cannabicromene):
Può arrivare a presentare anche il 20% del profilo dei cannabinoidi presenti in una pianta.
Per quanto siano state effettuate scarse ricerche, i ricercatori ritengono che potrebbe interagire
col THC intensificandone l'effetto.




Per un ulteriore approfondimento, si rimanda al libro "Marijuana grower's guide" di Mel Frank,
o al tomo informativo "La bibbia del coltivatore" di Jorge Cervantes.



Fonti: La bibbia del coltivatore, Jorge Cervantes
          Marijuana grower's guide, Mel Frank
          http://www.freeweed.it
          High times; "The strongest strains on Earth, 2014" [http://www.hightimes.com/ss2013]

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