STAY HIGH

Come influisce la marijuana sul nostro cervello?



Qualche giorno fa una neurologa rumena, Ana Iorga, si è posta una domanda molto semplice: come si modifica la nostra attività neuronale quando fumiamo? Sorprendentemente pochissime ricerche a riguardo esistono (uno dei problemi delle droghe è che sono illegali, e così è la ricerca "ufficiale" su di esse).
Ha pertanto deciso di effettuare un esame semplicissimo: l'elettroencefalogramma (EEG). Ha pertanto trovato due colleghi disposti a sacrificarsi per il bene della scienza e li ha invitati a casa sua dopo cena.

Collega 1

Il collega uno è arrivato, si è seduto su un lettino, e si è pazientemente fatto applicare gli elettrodi. sono seguiti 15 minuti di registrazione dell'attività elettrica del cervello a riposo e senza influssi esterni, nè di emozioni nè di sostanze. qui sotto vedete il primo encefalogramma:


I diversi colori rappresentano l'attività registrata dai 14 elettrodi, applicati equamente tra emisfero destro e sinistro del cervello. Nulla di particolare da rilevare, è un EEG come migliaia di altri. Dopo questi 15 minuti è stata girata e accesa la prima canna. Va notato che l'uomo non era un fumatore abituale, sebbene non fosse la sua prima esperienza con Mary Jane. Finita la canna ha riportato di sentirsi molto rilassato, sentiva i suoi riflessi rallentati e si sentiva assonnato e stanco (era pur sempre fermo su un divano con una macchinetta in testa). Ci si aspetterebbe pertanto un EEG con un'attività cerebrale.
Uso il condizionale perchè ovviamente così non è stato, e i risultati sono stati quantomeno sorprendenti:


La seconda scansione ha rivelato un'attività cerebrale frenetica, pari a quella di un momento di intensa concentrazione (camminare in equilibrio, risolvere problemi logici...).
Va detto che L'elettroencefalogramma non studia l'attività del cervello in sè, ma la frequenza elettrica dei neuroni: in altre parole, il cervello comunicava molte informazioni a causa di uno stato di coscienza alterato.

Collega 2

seguendo lo stesso iter, si è fatto misurare "prima"


e "dopo", ovvero dopo essersi mangiato un muffin "corretto".


Rispetto al primo caso, gli intervalli tra picchi sono più elevati, indicando uno stato di coscenza molto rilassata, sebbene attiva, paragonabile alla fase REM (fase di sogni durante la quale si rilascia DMT)
Anche in questo caso, l'attività neuronale cresce notevolmente: che cosa può significare?

Innanzitutto significa che la credenza comune, supportata da ricerche scientifiche (degli anni '30....) che la Marijuana rallenti l'attività cerebrale sono sbagliate: la comunicazione interneuronale aumenta, senza peraltro perdere il suo "ordine" tipico: picchi alti e bassi sono coordinati, quindi non si tratta di attività casuale ma di comunicazione ordinata.
Inoltre, la parte destra del cervello, che in una certa misura si occupa degli aspetti creativi, come l'intuizione, l'analisi dei segnali audiovisivi (disegni, musica), è molto più influenzata della sinistra, (che si occupa di coordinazione motoria, matematica, logica...).
Significativo è il fatto che le condizioni "fisiche" siano rimaste le stesse, senza alcuna attività particolare (oltre che stare sballati su un divanetto).

Questo non significhi che il cervello funzioni meglio fumando, ma di certo indica uno stato di maggiore attenzione e ricettività, con un rallentamento della parte logica e funzionale del cervello a fronte di un decisivo picco dell'attività creativa.
L'esperimento prosegue, vi terrò aggiornati appena nuovo materiale sarà pubblicato.



fonti: huffingtonpost.de

Nessun commento:

Item Reviewed: Come influisce la marijuana sul nostro cervello? Rating: 5 Reviewed By: Ozy Mandias