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G8: PER NON DIMENTICARE


Stati Uniti, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Canada e Russia.
Voi G8, noi sei miliardi. Questo slogan è stato visto su uno dei tanti striscioni, presenti a Genova, tra il 18 e il 22 luglio del 2001.
Il G8 è un congresso politico, in cui leader e delegazioni degli otto paesi più industrializzati si ritrovano a discutere di problemi economici e politici.
Si parla di mercato, neoliberismo, globalizzazione. Com'è ovvio che sia, ci sono molti pensieri contraddittori riguardo questi vertici. Per manifestare contro il g8 fu creato il Genoa Social Forum che riunì ben oltre 700 associazioni italiane e non, organizzando manifestazioni e parate.
Durante quei quattro giorni sono accaduti fatti che hanno macchiato in modo indelebile la giustizia Italiana, il suo governo e l'Italia stessa.Quattro giorni dove atti di violenza brutale sono rimasti impuniti. Un fatto che ha visto applicarsi una politica oscurantista che ha portato l’Italia a dimenticare ciò che Agnoletto definì un’eclisse demografica. Quattro giorni di violenze ingiustificate che hanno raggiunto l’apice rispettivamente il 20 e il 21 luglio.
Un nome risalirà alla memoria di tutti coloro fossero in giusta età per capire. Carlo Giuliani. Giovane di 23 anni, proveniente da Roma. Ucciso da un colpo di pistola durante uno scontro tra manifestanti e forze dell'ordine. La notte del 21 luglio, i reparti mobili di Genova, Roma e Milano fecero irruzione nella scuola Diaz e diedero il via a quella che il vicequestore Fornier definì una macelleria messicana.
Io non ero in età per capire. Non avevo neanche sei anni. E Carlo Giuliano, non sapevo chi fosse fino al compimento dei miei 15 anni, quando, un giorno, vidi in edicola il dvd "Diaz, non pulite questo sangue" e lo acquistai, pensando di potermi godere un macabro film horror. Ed effettivamente fu così. Ma l'orrore non stava in un qualsiasi psicopatico che, con una motosega, faceva a pezzi le sue vittime. L'orrore è stato vedere che i carnefici erano tutto ciò su cui la mia sicurezza si basava. In molti video si possono vedere scene di violenza ingiustificata e  si fatica a credere come un essere umano possa fare certe azioni a mente lucida; ma sopratutto ci si chiede come delle persone che rappresentano fiducia, senso di responsabilità e sicurezza possano aver agito così. Fin da piccola infatti, avevo memorizzato i numeri di emergenza di carabinieri, ambulanze, vigili del fuoco, polizia, nel caso fosse successo qualcosa. Loro, nella mia testa rappresentavano lo scoglio di sicurezza in caso di pericolo. Vedere Diaz per me, è stato uno schok. Finito il film ero in uno stato comatoso, quasi incredulo. Ripetevo a me stessa che non poteva essere vero. Da lì, ho iniziato a documentartmi. Libri, testimonianze, ricerche in internet, ore di documentari e film, registrazioni..qualsiasi cosa mi aiutasse a capire con chiarezza cosa fosse successo quella notte. Ma pochi ne parlano. Sono riuscita a rintracciare solo una decina di libri, di cui molti erano romanzati, altri erano sotto forma di documentario. E ho iniziato a pensare. Com'è possibile che un fatto così grave e disonorevole per tutto ciò che riguarda Repubblica, Democrazia e Costituzione sia stato così ben sotterrato nella memoria di chi c'era? Nessuna commemorazione, nessuna citazione in alcun giornale, niente.
Molti dei miei coetanei non sapevano nulla riguardo quest'argomento. Qualcuno potrebbe definirlo oscurantismo, altri semplicemente dimenticanaza. Io sono convinta che le nuove generazioni Italiane e non, abbiano il diritto di sapere cosa successe quella notte. Il diritto di informarsi. Ma se nessuno parla loro, come faremo ad avere la consapevolezza del mondo in cui viviamo?
Quello che è successo non deve essere semplicemente dimenticato. Dev'essere ricordato come un segno, come una macchia indelebile che ci ha segnato.
La violenza è sempre stata parte integrante della nostra storia, ma il vero problema della nostra società è la giustificazione della violenza. Dal momento che un uomo, un governo o una nazione giustifica qualsiasi tipo di crudeltà, perde la sua umanità.
Ogni persona, ogni individuo dovrebbe attivarsi per igliorare attivamente ciò che ormai è la realtà. 
Come sosteneva Max Stirner: "Lo stato chiama LEGGE la propria violenza, e CRIMINE quella dell'individuo."
                                           

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Item Reviewed: G8: PER NON DIMENTICARE Rating: 5 Reviewed By: Zoe Dal Bianco