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Cile. Nasce la prima azienda per coltivare cannabis terapeutica

Ancora passi avanti nel mondo per quanto riguarda la coltivazione di marijuana a scopo terapeutico; accade in Cile, paese del sud America situato sulla costa dell’oceano Pacifico, dove si è deciso di approvare la nascita della prima azienda agricola dedicata esclusivamente alla produzione di cannabis medica.



Ancora passi avanti nel mondo per quanto riguarda la coltivazione di marijuana a scopo terapeutico; accade in Cile, paese del sud America situato sulla costa dell’oceano Pacifico, dove si è deciso di approvare la nascita della prima azienda agricola dedicata esclusivamente alla produzione di cannabis medica.
Ad annunciare l’importante novità è stato nelle scorse settimane Claudio Orrego, governatore della regione metropolitana di Santiago, la regione al centro del Cile dove si trova anche la capitale Santiago.
In Cile lo Stato stesso ha approvato un progetto per la coltivazione di cannabis medica che consentirà ad una azienda agricola di coltivare e produrre cannabis per finalità curative; la marijuana potrà sostanzialmente essere utilizzata solo per la medicina e per la ricerca.
La cannabis sarà coltivata e curata presso una azienda agricola della regione di Santiago e, a partire dal prossimo aprile, inizierà il raccolto che servirà anche a produrre un olio da utilizzare come antidolorifico per 200 pazienti affetti da cancro.
Si tratta di un passo estremamente importante in quanto è il primo progetto di questo tipo che verrà portato avanti da uno Stato nazionale; d’altra parte il Cile ha da tempo focalizzato le proprie attenzioni sull’aspetto medico della cannabis tralasciando quelle che sono le questioni dell’uso personale e ricreativo, che non sono regolamentate.
Quello che si sta tentando di fare è fornire un supporto reale, tramite un trattamento a base di una sostanza interamente naturale, per tutte quelle persone che soffrono di cancro.
Al riguardo, oltre che curativo il progetto partito in Cile avrà anche finalità di ricerca, in quanto servirà a fornire evidenze scientifiche sull’efficacia della cannabis come antidolorifico. Secondo le dichiarazioni di un esponente del locale governo cileno, Oscar Concha, si tratta di un passo importante. “Apprezziamo notevolmente –queste le sue dichiarazioni- l’uso di questa coltivazione per la ricerca. È un qualcosa che è stato già fatto in altre parti del mondo”.
In Sudamerica infatti, quello cileno non è il primo caso simile; il paese più ‘rivoluzionario’ sul tema è l’Uruguay, diventata nel dicembre 2013 la prima nazione al mondo a legalizzare coltivazione, vendita e finanche il consumo della cannabis pur se con norme stringenti sull’accesso.
Anche negli Stati Uniti si sta assistendo a qualcosa di simile, con ben 18 stati che hanno già consentito l’utilizzo medico di Marijuana e altri pronti a seguire l’esempio.
In Europa vi è il caso dell’Olanda che sostanzialmente tollera, pur non ritenendole legali, la coltivazione e la vendita di cannabis non prevedendo pene per questi comportamenti; e ancora la Spagna, dove è legale coltivare e consumare cannabis purché lo si faccia all’interno delle proprie mura domestiche e non in luoghi pubblici.
Anche l’Italia sta iniziando lentamente a muovere i primi passi in tema di cannabis per finalità mediche; a partire dal 2015 è prevista la partenza del nuovo e tanto atteso progetto che consentirà, soltanto allo Stato per mezzo dello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, di coltivare la cannabis esclusivamente per finalità terapeutiche.


Fonte: notiziegeopolitiche.net

Tratto da Informazione in un click

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