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Canapicoltura Pt. 1 - Tanto per cominciare




Coltivare la canapa è abbastanza facile. C’è chi pianta i semi e li lascia crescere per i fatti loro. Ma la canapa è una pianta in equilibrio molto delicato con l’ambiente, nonostante tutta la sua apparente forza, e come per le persone il fatto che una pianta sopravviva soltanto non è un vero risultato: chi vuole che essa si sviluppi nel massimo delle sue possibilità si preoccupa di creare armonia ed equilibrio tra le sue forze vitali e l’ambiente
Molti pensano che stirpi popolari e famose debbano la loro superiore qualità a fortunate combinazioni di clima e terreno. In realtà, benché questi elementi abbiano la loro innegabile importanza, il fattore che più degli altri concorre a determinare la qualità della canapa è il patrimonio genetico, che cambia di varietà in varietà e che può essere e può essere manipolato dal coltivatore, per cui quella di prima qualità viene coltivata al chiuso ovunque e nella maggior parte dei posti anche all'aperto.
Un’altra erronea credenza molto diffusa è quella secondo cui meno acqua le si da, meglio è, mentre in realtà la canapa ha bisogno di molta acqua, solo che non sopporta i terreni fradici.
Ultimo falso mito è quello delle temperature e l’umidità, che ha spinto molta gente a costruire delle specie di bagni turchi. Di fatto la canapa non ha bisogno di temperature superiori ai 18° C, anche se il caldo la stimola a produrre più resina per proteggere i fiori, mentre un’alta concentrazione di umidità può veramente ucciderla in breve tempo.

Conoscere la pianta

Caratteristiche generali


La cannabis sativa è una robusta erba annuale che cresce bene in disparate condizioni ambientali, e una delle ragioni principali per qui occupa una posizione particolare nel regno delle piante è la rarità e quasi unicità delle sue caratteristiche sessuali.
È una pianta dioica, cioè gli organi maschili e femminili si manifestano normalmente in individui separati, ma ciascun sesso presenta un gran numero di variazioni comportamentali e vegetative nella vasta gamma delle condizioni ambientali possibili. In condizioni normali la proporzione sessuale è 1:1 circa, ma in condizioni si può arrivare fino a 9 femmine per un maschio, e quando l’ambiente diventa veramente avverso la canapa può passare a uno stato prevalentemente bisessuale o ermafroditico. Questi mutamenti sono considerati come espressioni della spinta alla sopravvivenza che la pianta sviluppa quando le condizioni esterne sono tali da ridurre drasticamente la possibilità di una normale attività riproduttiva.
Dopo circa tre settimane di crescita normale i maschi sono più alti, più pallidi e smilzi, hanno meno foglie e i rami più distinti lungo il fusto; verso la sesta settimana sviluppano un ciuffetto di foglie in cima. Le femmine invece sono tozze e tondeggianti, di un verde più scuro , più ricche di foglie e con i rami più ravvicinati al fusto.
Ci sono alcune caratteristiche poi comuni nelle piante maschili e femminili. Il fusto può raggiungere in certe condizioni fino a otto metri di altezza; il sistema radicale consiste in un fittone principale lungo solitamente dai 30 ai 40 cm e di un gran numero di finissime radichette latenti che si espandono orizzontalmente nel terreno per una quindicina di centimetri di lunghezza, e si sviluppano di più nei terreni grassi. Quando le piante dispongono di spazio adeguato possono diventare estremamente folte, con complesse ramificazioni e fogliame lussureggiante, ma se sono troppo vicino l’una all’altra può capitare che sviluppino sono un ciuffo di foglie in cima. Situazioni affollate favoriscono lo sviluppo di maschi, l’abbondanza di spazio favorisce invece lo sviluppo di femmine. Tutte le piante producono sia l’enzima maschile che quello femminile, e sono quindi principalmente le condizioni ambientali che determinano la prevalenza quantitativa di uno o dell’altro, e talvolta il passaggio di una pianta da un sesso all’altro.

La canapa maschio

I fiori maschili si sviluppano in piccoli sacchetti penduli attaccati vicino alle biforcazioni dei rami vicino al fusto; non hanno petali veri e propri, anche se i sepali che racchiudono la capsula sono spesso presi per petali. Cinque di questi  sepali, giallo-verdastri a volte con una sfumatura rossa, racchiudono cinque piccoli stami, i quali, dopo che il fiore si apre, saltano fuori lasciando pendere le antere in fondo a dei sottili filamenti. Dono le antere che disseminano il polline quando si avvicina il tempo della fecondazione, per cui è abbastanza facile riconoscere questo momento osservando se hanno o meno un aspetto gonfio e impaziente. Quando le antere sono giunte a piena maturazione sulla loro superficie esterna cominciano a vedersi dei granellini di polline bianco, e questo avviene circa dodici ore prima della diffusione del polline. Un altro segno della raggiunta maturazione è il fatto che i sottili peli sulla pagina inferiore delle foglie si gonfiano alla base a causa di un accumulo di cristalli di ossalato di calcio.
I maschi producono meno clorofilla delle femmine, cosicché possono prosperare anche con meno luce, è infatti uno degli effetti della diminuzione della quantità di energia luminosa, o fotoperiodo, è l’aumento del numero di piante maschili.
Molti autori hanno raccolto un’informazione sbagliata secondo cui il maschio della canapa è inutile: in realtà è solo meno robusto della femmina; vero invece è che spesso viene raccolto in anticipo, perché se gli si consente di raggiungere la maturità e impollinare la femmina essa perde notevolmente forza, in quanto molta della sua energia va a nutrire il seme fecondato. Il metodo più usato per salvar capra e cavoli è raccogliere il maschio al termine del suo ciclo naturale, cioè dopo la produzione del polline, e fare in modo con qualche artificio, che vengano fecondate solo le femmine da cui si vuole ottenere seme.
La fioritura delle piante maschili ha un qualcosa di veramente rituale. Il primo fiore si schiude prima dell’alba e si trova a circa due terzi dell’altezza della pianta, annidato vicino al fusto; appena il sole sorge, la fioritura comincia ad irradiarsi da questo primo fiore con un ritmo regolare, fino a raggiungere i fiori più periferici e quelli del ciuffo in cima. Verso metà pomeriggio appaiono gli ultimi fiori e la prima brezza fa volar via una nuvola di polline azzurrino che va a posarsi sui pistilli sporgenti della cima delle capsule femminili.
Subito dopo l’emissione del polline le piante maschili cominciano a perdere colore; i primi segni di morte compaiono alla base, ma ben presto la lucentezza svanisce del tutto sostituita da una tinta bianco verdastra; le foglie più basse avvizziscono e le piante danno un secco fruscio ed emettono gli ultimi sbuffi di polline se vengono scosse dal vento o da qualcuno di passaggio…
E il ciclo vitale del maschio è completo verso la dodicesima settimana della sua esistenza.



La canapa femmina


Le femmine sopravvivono ai maschi per un periodo che va dalle tre alle cinque settimane, e questo in parte riflette il loro maggior vigore e in parte deriva dal fatto di avere un ciclo vitale più complicato di quello maschile.
Il fiore femminile, benché sia sede del processo riproduttivo, è ancora più semplice e ancor meno simile a un fiore di quello maschile.: consiste di un pistillo lanuginoso, circondato da foglie specializzate coi bordi sovrapposti che formano un piccolo calice o capsula aperta rivoltara verso l’alto, dove la cima del pistillo e i suoi due filamenti a stilo si sporgono fuori a raccogliere il polline. I fiori femminili spuntano inizialmente a coppie, ma di solito uno dei due si insterilisce al momento della fecondazione; quelli che sopravvivono crescono raggruppati insieme a folti ciuffi di foglie formando dei mazzetti che raggiungono spesso notevoli dimensioni, specialmente vicino alla cima della pianta matura.
La canapa femmina produce clorofilla in abbondanza ; i fluidi dei tessuti sono neutri o leggermente alcalini, e questa sembra essere una delle cause della maggior forza rispetto al maschio, i cui fluidi sono invece leggermente acidi. Poiché hanno foglie più numerose e composte da più foglioline di quelle maschili, ed anche per la maggior quantità di acqua assorbita, le piante femminili hanno un peso a maturità circa il doppio di quello dei maschi, ed è logico che richiedano anche al terreno una più abbondante disponibilità di sostanze nutritive.
Mentre i maschi raggiungono la maturità e si preparano a emettere il polline, le femmine entrano nel periodo fertile e subiscono i mutamenti che le rendono adatte alla riproduzione: le capsule si schiudono per lasciar uscire il pistillo con i filamenti a stilo, le foglie si abbassano per non interferire con le brezza apportatrici di polline, e la richiesta d’acqua, che ha già raggiunto il massimo e va diminuendo, aumenta di nuovo. In questa fase le brusche variazioni di luce e temperatura possono avere effetti negativi sugli organi sessuali esposti, mentre cresce il fabbisogno di sali di calcio e potassio.
Le femmine fecondate destinate a produrre semi vengono lasciate tranquille per almeno due settimane dopo la fioritura, finchè le foglie sono cadute e i semi fanno rumore nelle capsule, altrimenti i semi rimarrebbero immaturi e anche se riuscissero a germogliare produrrebbero piante deboli.  Chi invece vuole raccogliere al massimo del vigore, taglia le femmine (non fecondate) prima che il fusto cominci a ingiallire e a perdere lucentezza.
I coltivatori che dopo la fioritura dispongono ancora di temperature abbastanza calde, hanno l’abitudine di tagliare i mazzi di fiori più alti nel punto dove sono attaccati alle foglie: nello spazio di un mese la pianta sviluppa altri mazzi dove i primi sono stati tagliati. C’è chi ripete l’operazione diverse volte, ma dopo la terza i semi eventualmente prodotti non sono più fecondi.



Stranezze sessuali


Le meravigliose risorse di sopravvivenza della canapa si manifestano in anomalie sessuali quando condizioni ostili alla normale crescita e sviluppo vengono a minacciare l’individuo e la sua discendenza. Se le piante presentano queste stranezze, anche se appaiono normali e prospere sotto tutti gli altri punti di vista, in genere è perché qualche errore del coltivatore ha condotto al caos ambientale riflettendosi sull'equilibrio sessuale delle piante, che in queste condizioni si sviluppano spesso poco vigorose. Alcuni casi: i fiori maschili presentano uno stimma femminile che spunta dalle antere; fiori femminili che sviluppano stami maschili.

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