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Ciò che c'è da sapere - Eroina



L'eroina è un derivato della morfina, componente dell'oppio, nota anche come Diacetilmorfina o Diamorfina. È una sostanza semisintetica ottenuta per reazione della morfina con l'anidride acetica creata da Felix Hoffmann, un chimico tedesco che lavorava per la Bayer. L'intento era quello di ottenere una molecola più efficace della codeina nel sedare la tosse, nella tubercolosi e nelle patologie respiratorie. Le effettive proprietà sedative sul centro del respiro (le stesse che portano a morte nell'overdose) furono inizialmente male interpretate, ritenendo che la riduzione del ritmo respiratorio dipendesse da una migliorata efficienza respiratoria.
Fu battezzata commercialmente eroina (dal tedesco "heroisch", eroico, giacché inizialmente la si credeva priva degli spiacevoli effetti collaterali di dipendenza e assuefazione palesati dalla morfina), e cominciò ad essere venduta liberamente dalla multinazionale farmaceutica Bayer dal 1899, in breve tempo l'impiego terapeutico si ampliò alle più disparate patologie pneumologiche, ma anche neurologiche, ginecologiche, o a semplici dolori ecc. Si diffusero pertanto svariate preparazioni farmaceutiche acquistabili liberamente, questo fece sì che l'eroina divenisse velocemente uno dei farmaci più venduti in assoluto.
 La dipendenza da eroina è in realtà identica a quella della morfina, ma si instaura più in fretta e con quantitativi di sostanza più bassi. Anche le dosi letali sono più basse, per cui il rischio di overdose è maggiore che per la morfina. 1 mg di eroina può equivalere da 2,5 mg a 4,9 mg di morfina.

Negli anni dal 1971 al 1973 l'eroina viene lanciata sul mercato italiano delle droghe con una vera e propria operazione di marketing: vennero fatte sparire tutte le altre e fu offerta al loro posto eroina a prezzi molto bassi. Poco dopo, quando i consumatori erano passati alla nuova droga e ne erano divenuti dipendenti, il prezzo salì alle stelle. A partire dai primi anni novanta il fenomeno si attenuò a causa della ormai diminuita popolazione tossicodipendente (per decesso, per incarceramento o per ingresso in comunità terapeutiche), e dalla metà degli anni novanta l'emergenza era cessata come allarme sociale perlomeno nell'Europa continentale.
 
Tipi
Sono noti ad oggi diversi tipi di eroina che si differenziano dalla quantità e dal tipo di impurità e sostanze da taglio che contengono, i più comuni sono riportate di seguito:

Bianca di origine prevalentemente thailandese, normalmente molto pura, è conosciuta anche come "Elefante".

Rosa: proveniente dalla Malesia, nota come Penang Pink

Brown: per via del suo aspetto simile allo zucchero di canna, meno pura della bianca, tagliata con della caffeina così da essere facile da fumare sulla carta stagnola.

Cobret: è una forma di eroina tagliata con degli additivi che permettono alla sostanza di fondere se scaldata su di un foglio di alluminio con una fiamma, e vaporizzare venendo poi inalata.

Sostanze da taglio
Alcune sostanze ritrovate nelle dosi di eroina spacciate per strada e presumibilmente aggiunte dal venditore al dettaglio comprendono paracetamolo, lattosio, bicarbonato e zucchero, ma anche sostante psicoattive come benzodiazepine, barbiturici. I produttori si limitano ad aggiungere solo caffeina o stricnina che sembrano aumentare gli effetti dell'eroina quando se ne inalano i vapori. Altre sostanze contenute nell'eroina da strada comprendono gli alcaloidi presenti nell'oppio di partenza come l’acetilcodeina, la 6-acetil-morfina nonché la noscapina e la papaverina.

Nonostante quello che si crede uno studio inglese ha dimostrato che le sostanze da taglio che erano contenute nell'eroina analizzata non sono velenose alle dosi impiegate e persino la stricnina, contenuta nelle partite di eroina sequestrate fino agli anni ottanta, non sono considerate dagli esperti velenose. Una successiva ricerca (Coomber, 1987) coadiuvata con un gruppo di ex tossicodipendenti ed esperti italiani, ha dimostrato che la stessa eroina con lo stesso medesimo taglio di stricnina utilizzato negli anni ottanta sulle piazze italiane (precisamente 1983), se abilmente alternata ad anfetamina (che in quegli anni si poteva trovare facilmente ad un livello di purezza pari al 40%) non dava alcun tipo di dipendenza (né psichica, tantomeno fisica) nella popolazione di casi studiati. Dai risultati di questa singolare ricerca si iniziò a riflettere negli ambienti delle comunità di recupero che il polverone demonizzante che incombeva sulla società era solo suggestione, placebo e sensazionalismo dei media nei confronti delle aperture giovanili sul fronte delle sostanze stupefacenti.

Metodi d'uso
L'eroina può essere assunta per via orale (metodo poco diffuso a causa dei blandi effetti), iniettata (metodo particolarmente potente per effetti e velocità d'azione, ma anche molto rischioso), sniffata, o bruciata per inalarne i vapori. Quest'ultimo metodo è noto con l'espressione "inseguire il drago" (en. chasing the dragon), che si riferisce letteralmente all'operazione di inalare l'eroina cercando di mantenerla costantemente liquida, e più metaforicamente alla ricerca, spesso vana, di un'estasi sempre più accentuata (l'espressione può venire estesa anche ad altri tipi di droghe).
 
Effetti
Gli effetti dell'eroina sono divisi in gradi e se la droga è assunta la prima volta per endovena l'effetto dura circa due ore. Nella fase di massimo effetto, essa deprime il centro respiratorio nel sistema nervoso centrale e il soggetto sotto effetto della droga prova una potentissima sensazione di orgasmo in ogni parte del corpo.
I gradi dal momento di assunzione della sostanza sono i seguenti:

1° (immediatamente): si raggiunge un'estasi pari quasi ad un orgasmo che si diffonde a tutta la muscolatura del corpo (rush o flash euforico), si ha confusione mentale e generale, senso di calore frequente anche dopo l'effetto, sudorazione fredda, mancamenti, talora vomito e nausea, bradicardia, dispnea e analgesia. Gli effetti immediati sono quindi piacevoli, come:
senso di benessere attraverso la riduzione della tensione, dell'ansietà e della depressione ed euforia;
senso di calore, pace e distensione accompagnato da un distacco dagli stress fisici e psichici;
effetti analgesici.

2° (dopo circa 20 min): Il rush iniziale, cha ha una durata di pochi minuti, è seguito da una fase caratterizzata da calma, rilassatezza, soddisfazione e distacco da quanto succede all'esterno. Questa fase, che si presenta dopo pochi minuti, è accompagnata da accaloramento della pelle, secchezza della bocca e una sensazione di pesantezza nella estremità che può essere accompagnata da nausea, vomito e forte prurito. i legami associativi sono più lenti, il pensiero rallenta, ma acquisisce un senso logico; l'umore è o euforico, o disforico; e le percezioni temporali sono largamente alterate: le ore sembrano minuti, i minuti secondi.

3° (dopo circa un'ora): compare il picco massimo dell'effetto: Le funzioni mentali si offuscano per l’effetto dell’eroina sul Sistema Nervoso Centrale, che comporta anche un abbassamento della frequenza cardiaca e della respirazione, che diminuisce enormemente, a volte fino al punto di causare la morte, la mente raggiunge una sensazione di pace, il corpo anestetizzato da un incondizionato senso di piacere, misto ad un'esaltazione interiore, tende ad isolarsi per "vivere" l'esperienza e ogni tipo di problema tende ad essere dimenticato.

L’effetto si esaurisce entro 2-6 ore dall'iniezione.
Al termine dell’effetto euforizzante iniziale si presentano:
costrizione delle pupille "a spillo";
sonnolenza, apatia, difficoltà a concentrarsi, diminuzione dell'attività fisica e psichica;
parola "impastata";
prurito insistente;
nausea e vomito;
l'overdose può condurre a morte per arresto respiratorio.

Effetti a lungo termine
L’assunzione prolungata di eroina comporta una serie di problematiche per il corpo e una progressiva debilitazione fisica.
Anche dopo poche dosi possono presentarsi:

costipazione;
irregolarità del ciclo mestruale;
decremento dell’appetito, con conseguente malnutrizione e perdita di peso;
sedazione cronica e apatia;
deterioramento dei denti con l’insorgere di carie ed indebolimento delle gengive;
riduzione delle endorfine, che interagiscono col sistema di percezione del dolore;
infezioni causate dai batteri presenti nell’eroina da strada;
danni agli organi interni, in special modo polmoni, fegato e reni;
se assunta attraverso iniezione, oltre alle inevitabili ferite, le parti insolubili del liquido possono otturare i vasi sanguinei causando la necrosi delle zone da questi irrorate;
se l’assunzione avviene tramite inalazione vengono danneggiate le strutture nasali e insorgono problemi respiratori;
rapido sviluppo di tolleranza e dipendenza fisica e psichica, con l’insorgere del desiderio irresistibile di assumere al più presto un’altra dose di droga;
la dipendenza dall’eroina spinge a cercare di assumere una nuova dose appena finisce l’effetto della precedente; ma in conseguenza dell’assuefazione, ben presto le sensazioni di artificiale benessere non si presentano più, e si deve assumere la droga semplicemente per restare normali ed evitare le crisi di astinenza;
una volta instaurato un legame di dipendenza dalla sostanza, la mancata assunzione può provocare una più o meno grave sindrome di astinenza. Questa si presenta dopo poche ore dall’ultima assunzione con l’insorgere di uno stato di agitazione, seguito da dolori diffusi, crampi, naso gocciolante, tremori, panico, sudorazioni, brividi, diarrea, nausea e vomito. La manifestazione massima dei sintomi si raggiunge fra le 48 e le 72 ore dopo l’ultima assunzione, e possono durare anche fino ad una settimana.
Molti paesi e governi locali hanno iniziato a finanziare i programmi di sterilizzazione su aghi per le persone che si iniettano droghe illegali nel tentativo di ridurre questi rischi potenziali e soprattutto la contrazione e diffusione di malattie a trasmissione ematica. In Italia in alcune farmacie è presente un macchinario per scambiare le siringhe usate con una nuova.

La dose letale è di circa 100 mg endovena nei soggetti non assuefatti; una dose per consumo voluttuario ne contiene da 3 a 10 mg. Nei tossicodipendenti, si sviluppa sia tolleranza sia dipendenza; per cui, aumentano sia la dose letale che quella necessaria per ottenere l'effetto cercato: molti dipendenti da eroina ne assumono dai 2,5 ai 5 grammi al giorno in più dosi. A differenza della morfina, quando iniettata endovena, l'eroina provoca un caratteristico flash euforico della durata di circa 30-60 secondi, dovuto al rapido superamento della barriera ematoencefalica e conseguente saturazione dei recettori oppioidi; la rapidità di saturazione dei recettori è anche il motivo per cui i consumatori di eroina prediligono la via di somministrazione endovenosa. 

I più importanti effetti collaterali a lungo termine riguardano comunque principalmente l'instaurarsi di una dipendenza fisica e psichica a seguito di un determinato periodo di tempo - che varia da persona a persona - di uso costante della sostanza. Questo intervallo di tempo che può variare tra i 7 ed i 15 giorni, è spesso causa dell'instaurarsi della dipendenza. Il soggetto non avvertendo sintomi di astinenza dopo alcuni giorni di uso tende a sottovalutare il pericolo. Quando si prende atto dell'instaurata dipendenza è troppo tardi. Una volta instaurata la dipendenza, il tossicodipendente è "costretto" a continuare ad assumere la sostanza per evitare le fortissime crisi d'astinenza. La crisi di astinenza dura in media da 48-72 ore fino a una settimana e si presenta circa 8 ore dopo l'ultima dose. La prima fase della crisi di astinenza si presenta sotto forma di sbadigli e lacrimazione, sudorazione, scarichi nasali abbondanti, senso di fastidio e irritabilità; poi, dopo circa 16 ore, i sintomi aumentano di intensità e possono comparire sudori freddi, dolori agli arti, brividi e, nei casi dove si usa la sostanza in grande quantità e per lunghi periodi di tempo, si sviluppano tremori. Di solito, dopo 24 ore, i sintomi cominciano ad inasprirsi comportando talvolta anche depressione respiratoria, mal di stomaco e vomito, i sintomi in genere raggiungono il picco nelle seconde 24 ore includendo: febbre, tosse con attacchi di vomito infetto da sangue e succhi gastrici, crampi e scosse muscolari con scalci, tremori con brividi, dolori alle ossa e perenne senso di freddo, senso di abbandono ed emarginazione. È comunque importante sapere che la sindrome d'astinenza da eroina (con rarissime eccezioni nei casi di consumo di quantità abnormi) è autoconcludente. Nella maggior parte dei casi all'inizio del quarto giorno il soggetto pur essendo fisicamente spossato, non presenta più sintomi. La difficoltà nel superamento della crisi d'astinenza aumenta con il prolungarsi dell'uso negli anni, e con l'invecchiamento del soggetto. La dipendenza e l'astinenza psichica, invece, sono molto più complesse e richiedono un supporto di tipo psicologico oltre che farmacologico, per consentire la guarigione che può dirsi conclusa non prima di un anno. Oltre alla dipendenza, il consumo ripetuto e costante di eroina generalmente causa aumento della sintesi di cortisolo, perdita dei denti, osteoporosi, disfunzione erettile, perdita della libido, stitichezza, apatia, depressione.

Il corpo umano produce già da sé delle sostanze (chiamate endorfine) che hanno lo stesso effetto dell'eroina, ma a dosi assai minori; esse servono per contrastare il dolore. A tal proposito, l'uso prolungato dell'eroina inibisce anche le sinapsi che mandano il segnale di produzione delle endorfine.

Nella classifica di pericolosità delle varie droghe, stilata dalla rivista medica Lancet, l'eroina occupa il primo posto.

Overdose
L'overdose è di solito trattata con un oppioide antagonista: il naloxone (Narcan), o naltrexone, che ha alta affinità per i recettori degli oppioidi. Questo inverte gli effetti di eroina e di altri agonisti oppioidi e causa un ritorno immediato della coscienza, ma può precipitare quindi bisogna assistere il paziente almeno 24 ore, dipende poi dal caso, con dosi ripetute ogni 15 minuti in endovena di Naloxone. L'emivita del naloxone è molto più breve di quella della maggior parte degli agonisti oppioidi. È stato ipotizzato che una parte sconosciuta di decessi correlati all'eroina siano il risultato di una reazione allergica al chinino, che talvolta può essere usato come agente di taglio assieme ad altre sostanze pericolosissime come Fentanyl,

Un ultimo fattore che contribuisce all'overdose è il condizionamento operante. Utilizzare diacetilmorfina è un comportamento altamente ritualizzato. Sebbene il fenomeno debba essere ancora chiarito totalmente, gli eroinomani di lunga data mostrano maggiore tolleranza al farmaco in luoghi in cui hanno ripetutamente somministrato. Quando l'utente procede all'iniezione in una posizione diversa, la soglia di tolleranza si rivela più bassa, con la conseguenza di produrre effetti maggiori. La dose media in tal caso si rivela quindi troppo elevata e può comportare overdose.



Persone famose morte per overdose
Il 4 ottobre 1970 la cantante Janis Joplin fu trovata morta nella stanza di un motel di Hollywood: l'esame autoptico ipotizzò una morte accidentale causata da overdose di eroina.

La notte tra il 2 e il 3 luglio 1971 il cantante e leader dei Doors, Jim Morrison, morì a Parigi nella vasca da bagno di un appartamento in Rue Beautreillis, molto probabilmente però fu trovato esanime al Rock'n Roll Circus e poi fu trasportato in rue Beautreillis già morto, per una overdose di eroina.

Il 2 febbraio 1979 venne ritrovato il corpo senza vita del bassista dei Sex Pistols, Sid Vicious, entrato nel mondo dell'eroina un anno prima.

Il 5 marzo 1982 l'attore, cantante e comico John Belushi morì a causa di una speedball (cocaina e eroina).

Il 31 ottobre 1993 l'attore, musicista e attivista River Phoenix morì a causa di una speedball (cocaina e eroina).

Il 5 aprile 2002 il cantante Layne Staley degli Alice in Chains morì a Seattle a causa di una speedball (cocaina e eroina).

L' 8 Aprile 1994 il cantante e chitarrista dei Nirvana Kurt Cobain viene trovato morto per suicidio con un fucile a pompa, il tutto è causato da un eccesso di eroina.

Il 13 luglio 2013 l'attore Cory Monteith viene trovato morto in un albergo di Vancouver. L'autopsia accerterà che le cause della morte sono da attribuire ad una overdose di eroina e alcol.


Il 2 febbraio 2014 l'attore e regista Philip Seymour Hoffman viene trovato morto per overdose di eroina nel suo appartamento a Manhattan, sul pavimento del bagno, con ancora la siringa nel braccio e il laccio emostatico.

-Kokopelli-

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