STAY HIGH

Ci impediscono di pensare




C’è chi ha il vizio della sigaretta e chi ha il vizio di bere vino; e non ditemi che non è un vizio! Io ho il vizio della canna. Non mi sveglio con l’idea di accendermi uno spinello, al contrario del tabagista con la sua sigaretta.
Non ho difficoltà a buttare giù il boccone se non fumo prima, al contrario degli amanti di Dio Bacco che sentono l’esigenza di accompagnare i pasti con qualche bicchiere di “rosso”.
Riposo meglio e rido di più quando fumo marijuana.


Vedo la gente seduta nei pub a bere alcolici e chiacchierare.
Osservo gente offrirsi sigarette da fumare mentre dialogano.
E’ tutto normale: sono persone adulte e decidono di bere e fumare, come e quanto vogliono, anche se nuoce alla loro salute.

Sono una persona adulta e, se non ledo nessuno, anch’io ho diritto di fare ciò che mi pare.
Coltivando o fumando cannabis, sappiamo di violare una legge, ma sappiamo pure di non fare male a nessuno.
A parte il piacere che provo nel consumare marijuana, il mio atteggiamento è dettato anche dal fatto che non posso assolutamente accettare l’imposizione di un divieto stupido e insensato: offenderei la mia intelligenza sottostando a qualcosa che non ha logica.
Posso uccidermi usando droghe poste a monopolio, perché non posso rilassarmi usando un’erba?

Ci si meraviglia delle culture in cui è assolutamente vietato l’uso di alcolici in base alle leggi fondamentaliste che governano alcuni stati islamici, ma non è un imposizione illogica anche il divieto di usare cannabis in un paese che avrebbe già da decenni essersi liberato da qualsiasi metodo imposto con criteri fondamentalisti?
C’è ancora qualcuno che sostiene la tesi del “salvaguardare il benessere del cittadino”. Se il Governo teme per la mia salute, allora dovrebbe evitare anche che io lavori 14 ore al giorno; dovrebbe preoccuparsi davvero della mia felicità; lottare per migliorare il sistema sanitario italiano; garantirmi che non morirò sommerso da una valanga di fango ecc.. Se mi vietano di fumare marijuana per i danni a lungo termine, dovrebbero vietarmi prima di consumare farina00, zucchero bianco, olio di palma, grassi idrogenati, conservanti e coloranti chimici, ecc.
Pensate ai danni a lungo termine che crea l’inquinamento, il degrado ambientale, l’esposizione alle polveri sottili delle loro industrie e loro cosa fanno? Vietano la cannabis perché …pericolosa!

Ma, ipotizzando che le leggi siano formulate da persone che, nonostante abitino il nostro stesso pianeta, vivono su “un altro mondo”, chi invece è preposto a far rispettare queste leggi, non ha mai dubbi sul suo operato?
Come fa un poliziotto, un carabiniere, un finanziere, magari padre, o fratello, o amico di qualcuno che si fa le “canne”, ad arrestare chi è trovato in possesso di pochi grammi di marijuana e qualche piantina?
Come si può addirittura farsi fotografare, in divisa e con sguardo orgoglioso, accanto a due vasi e un po’ d’erba essiccata?
Come si può accusare di coltivazione ai fini di spaccio chi è trovato in possesso di fiori raccolti da una pianta coltivata con amore?
Chi ha formulato la legge che vieta la cannabis nel nostro Paese, quando ha stabilito i quantitativi considerati “per uso personale”, ha considerato il fatto che, anche coltivando un “auto-fiorente”, dietro il davanzale della finestra a novembre, senza l’ausilio di alcuna fonte di luce artificiale e, magari, anche in un terreno povero di nutrienti, alla fine rischia sempre di sforare quel quantitativo?
L’attuale legge sembra davvero scritta per salvaguardare gli interessi della criminalità organizzata, vietando di fatto l’autoproduzione di cannabis.

Io, da quando non coltivo più, conservando ancora il vivo ricordo delle perquisizioni e dei mesi di prigionia, in casa non ho neppure mezzo grammo d’erba. Quando voglio fumare, vado a fare un giro e, appena trovo uno spacciatore, compro “una stecca” e la finisco ancor prima di rientrare a casa.
In questo modo non sono perseguibile legalmente, e rischio pochissimo nonostante consumi cannabis tutti i giorni. Purtroppo contribuisco ad incrementare il potere economico della mafia.
Se avessi la possibilità di coltivare la mia piantina, consumerei ugualmente cannabis, ma di qualità migliore e senza “donare” i miei soldi ad associazioni criminali che lo Stato dice di voler combattere.
Tornando ai soggetti preposti ad effettuare perquisizioni e arresti, sono davvero consapevole di ciò che accade nella nostra società?
Gente ricca e famosa che si fa di cocaina, rifornita da persone scoperte in possesso di quantitativi che vanno ben oltre quelli stabiliti per uso personale, ma che non subiscono alcuna conseguenza grazie alle “amicizie giuste”. Politici e imprenditori scoperti con prostitute minorenni, a dare e/o prendere tangenti, a evadere il fisco per miliardi di euro. Perché non si vede mai una foto di uomini in divisa, con sguardo fiero, accanto a questi personaggi in manette? Perché, sui tavoli delle questure o delle caserme, ci sono sempre delle piante estirpate ancor prima di completare il loro ciclo vitale, piuttosto che i sacchetti di cocaina destinati ai VIP?
Non credo nell’ignoranza delle FF.OO., ma credo nella necessità di eseguire qualsiasi ordine in cambio di uno stipendio indispensabile per tirare a campare. Chi ci “bracca” sa bene che sta perseguitando gente onesta.
I pochi che pensano davvero di ricercare, catturare e consegnare alla giustizia spacciatori che avvelenano i ragazzini, e che molte volte si ritrovano davanti persone impeccabili, pentendosi magari troppo tardi per “l’eccesso di zelo”, dovrebbero prendersela con chi è incapace di scrivere una legge che regolamenti e limiti l’uso di cannabis ai maggiorenni e non continuare ad essere complici di questa fobia persecutoria.

Eppure, sulle principali testate giornalistiche, leggiamo sempre di persone trovate a coltivare qualche pianta, o in possesso di pochi grammi di marijuana. Rari gli articoli in cui si legge di grandi sequestri (centinaia di chili), mentre sempre più spesso troviamo ridicole narrazioni di denunce per detenzione di piccole quantità di cannabis, scoperte durante perquisizioni che scattano nei confronti di chi è trovato in possesso di grinder, semi di canapa e cartine lunghe; tutte cose legali.
Secondo questa logica, si dovrebbe sospettare e quindi perquisire anche chi è trovato in possesso di un contraccettivo, perché potenzialmente potrebbe commettere atti osceni in luogo pubblico, violenza carnale, istigazione alla prostituzione, e persino pedofilia. Ed ancora, chi è in possesso di nastro adesivo, potrebbe essere accusato d’essere un sequestratore; chi ha un accendino in tasca potrebbe essere accusato d’essere un piromane; per non parlare poi dei potenziali assassini quali potrebbero essere i macellai o addirittura i sarti!
Se il comportamento delle FF.OO. è criticabile, cosa dire poi dei magistrati che condannano un atteggiamento che andrebbe invece difeso?
Com’è possibile che, un uomo preposto a “far giustizia”, che giornalmente si trova a giudicare altri uomini colpevoli di aver commesso “reati veri”, trovandosi davanti persone colpevoli di nulla, arrestate per aver coltivato una pianta dai mille usi, si limiti esclusivamente ad applicare una norma?
I giudici dovrebbero essere persone particolarmente sagge, capaci di distinguere cos’è giusto e cos’è sbagliato. Amaramente ed a mie spese ho appreso che, anche loro, non sono in grado di capire, ma solo di obbedire.

Che sia ascritto come reato, sinceramente non mi importa: so di non ledere nessuno e di non essere un criminale, per questo continuo a fumare marijuana, nonostante la persecuzione anche da parte di chi, alla fine, la pensa come me.

Giuseppe Nicosia


da:legalizziamolacanapa


Questi sono i pensieri che turbinano nella testa di tutti, abbiamo uno stato che opprime la nostra libertà, uomini che hanno così tanta considerazione di sè  che proibiscono la crescita di una semplice PIANTA.

Ci impediscono di pensare con la nostra testa, decidono cosa è giusto e cosa è sbagliato per noi. E gli abbiamo dato noi questo potere, e continuiamo a darglielo.

GBaonbja


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