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Cannabis e chemioterapia a confronto

L'opinione sulla cannabis, ancora oggi, è suddivisa in due modi: chi pensa che la cannabis sia nociva e chi pensa che la cannabis abbia notevoli benefici a livello terapeutico. La chemioterapia invece è l'unica terapia riconosciuta per combattere il cancro, anche se non sembra portare grandi benefici per l'uomo, anzi spesso sono più gli effetti collaterali. Andiamo ad analizzare quali sono le differenze.

Sono tanti gli studi effettuati sulla cannabis e si distinguono in due categorie: c'è chi sostiene che la cannabis sia una sostanza nociva (sostenuti da governi proibizionisti), e chi sostiene che la cannabis abbia notevoli benefici a livello terapeutico. La chemioterapia invece è una terapia a base di sostanze chimiche che sono cancerogene, mutagene e teratogene. Questa terapia è l'unica riconosciuta per combattere il cancro, anche se risulta che siano più gli effetti collaterali (anche permanenti) che i benefici. Ora andremo ad analizzare meglio gli aspetti più interessanti sia sulla cannabis che sulla chemioterapia.
Le ricerche ci dimostrano che le proprietà della cannabis si dividono nelle seguenti categorie:
1° ANTIPROLIFERANTE: uno dei segni classici della cellula cancerogena è che continua a riprodursi quindi fermare tale riproduzione è un effetto antiproliferante; la cannabis riesce a farlo.
2° ANTIANGIOGENESI: i cannabinoidi impediscono al tumore di sviluppare nuovi vasi capillari e quindi di crescere.
3° ANTIMETASTASI: i cannabinoidi impediscono alle cellule cancerogene di trasmettersi in altri tessuti.
4° APOPTOTICO: l’apoptosi è la capacità dei cannabinoidi di accelerare la morte delle cellule anomale.
Molto spesso, purtroppo, i malati non sono a conoscenza di questi metodi di cura alternativi, anche se negli ultimi anni sono nate molte associazioni che sostengono questa causa. C'è anche da dire che la creazione di medicine è nelle mani delle case farmaceutiche , che non sembrano avere interessi per la salute dei pazienti ma bensì per il profitto, unico obiettivo delle multinazionali del farmaco.
Per quanto riguarda la chemioterapia si può affermare che è molto costosa e in più anche molto dannosa. Il costo di un ciclo di terapie varia in base ai farmaci ma comunque si parla di decine di migliaia di euro fino ad un massimo di 50 mila euro circa (a paziente).
Sono costi molto elevati se si pensa che i tumori aumentano ogni anno in Italia. Inoltre non bisogna pensare che questa terapia sia gratuita solo perchè non è il malato a pagare direttamente, ma siamo noi contribuenti a pagare attraverso le tasse.
E' un giro di affari da miliardi di euro che interessa le lobby farmaceutiche, che lucrano in maniera smisurata sulla salute delle persone, cercando di boicottare ogni terapia alternativa con benefici incredibili.

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