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Cronologia Droghe

Cronologia delle droghe nella storia dell'uomo


* Nella notte dei tempi……

Nell’isola di Taiwan in un villaggio di circa 10.000 anni fa sono state rinvenute tracce di canapa usata fin dai tempi più antichi per la tessitura: sono stati scoperti resti di corde ricavate dalla canapa e abbiamo testimonianza che i defunti erano avvolti in teli di canapa. Inoltre non dobbiamo dimenticare che i Cinesi inventarono la carta, ottenuta proprio dalle fibre di canapa. Intorno al III millennio a.C. la canapa venne utilizzata come farmaco, per reumatismi, malaria, beri beri e mancanza di concentrazione. L'uso della canapa come pianta psicoattiva, invece, sembra aver avuto origine in India.
Anche in Occidente resti fossili di semi e capsule di papavero risalenti al periodo del Neolitico e all’Età del Bronzo, e quindi 4-5000 anni fa, sono stati ritrovati nelle caverne e nei villaggi lacustri in Svizzera, in Spagna, in Francia e nei bacini del Po, del Reno e del Danubio.
Anche testi famosi citano l’utilizzo di sostanze inebrianti, come quelli di Ippocrate, Erodoto, Virgilio, Plinio e Galeno; inoltre nell’Odissea (VII sec. a.C.) si parla di un farmaco, probabilmente identificabile con l’oppio, e nella Bibbia (Antico Testamento) compare più volte il vino. 

* Prima dell’anno 1000 d.C.

L’uso di tali sostanze non interessa soltanto gli anni prima della nascita di Cristo ma caratterizza anche la Roma degli imperatori: l’uso di oppio e vino accomunavano, infatti, Nerone, Tito, Nerva, Traiano e Adriano. Petronio ne parla descrivendo la famosa “Cena di Trimalcione”. E il grande imperatore e filosofo Marco Aurelio è probabilmente uno dei primi “tossicodipendenti” da oppio di cui si ha notizia. Per molti anni egli assunse quotidianamente oppio sotto forma di theriaka (un miscuglio di sostanze), prescrittagli dal suo medico personale Galeno, che ci ha tramandato particolari di questa vicenda, compreso un tentativo non riuscito di sospensione.

Gli alchimisti arabi scoprono la distillazione del vino e i primi “superalcolici”. Tra questi l’acqua vitae (acqua della vita, medicina straordinaria quasi esclusivamente riservata ai ricchi a causa dell’alto costo) che presto si diffuse in Europa.

Nell’impero degli Inca (1200-1553) la coca, sacro dono del Dio Sole,  è al centro del sistema sociale religioso: l’uso da parte della gente comune è strettamente collegato a occasioni particolari. In questo stesso periodo, il consumo del caffè si espande dall’Etiopia verso l’Arabia e l’attuale Yemen: dapprima è solo un medicinale, poi diventa di uso sempre più comune, utilizzato come stimolante che tiene svegli durante le lunghe veglie rituali.

* Intorno al 1450-1500 d.C.

L’uso del caffè in Arabia è sempre più diffuso, anche in relazione alla proibizione degli alcolici da parte delle autorità religiose. La nascita delle “case del caffè” come luoghi pubblici di riunione fa nascere qualche opposizione da parte delle autorità islamiche: alcuni cominciano a sostenere che anche il caffè (come il vino) è contrario al Corano.

 

* A partire dal 1500 d.C.

In Europa arrivano la coca e il tabacco dall’America, il caffè dall’Arabia, la cola dall’Africa e il tè dalla Cina. L’oppio e l’alcool sono in uso da secoli.
In questo periodo, solo l’uso dell’alcool è oggetto di serie preoccupazioni: Lutero e Calvino predicano la temperanza. Compaiono i primi libri dedicati al problema delle bevande alcoliche.
In Cina e in India l’oppio continua ad essere il farmaco più usato contro molti disturbi e malattie, mentre non sembra ancora diffuso l’uso puramente superfluo. Nel 1526, in India, la prima dinastia Moghul crea un monopolio di stato per la coltivazione del papavero e la vendita di oppio.
Nel 1510 il caffè arriva al Cairo e nel 1525 a Costantinopoli. A La Mecca, si tenta di chiudere le “case del caffè” come centri di peccato e di sovversione, ma ogni tentativo naufraga fra sommosse e violenze. Anche il sultano di Costantinopoli tenta senza successo di proibire il caffè.

Durante il Medioevo si assiste ad un mutamento di atteggiamento nei confronti dell'oppio. Le conoscenze accumulate e l'uso comune nell'antichità vengono tradotte nella farmacopea ufficiale e nelle pratiche magiche medievali. Con la ripresa e ulteriore diffusione dell'uso dell'oppio si diffuse anche la sua condanna e proibizione, che toccò anche molte altre sostanze utilizzate per fini curativi o magico-rituali. Esse vennero assimilate tra i  concetti di male e di peccato dalla religione cristiana che andava diffondendosi progressivamente in tutta Europa.
L'Inquisizione vietò la somministrazione dell'oppio in ambito chirurgico ritenendo del tutto innaturali, e per questo motivo sospette, le sue virtù. 
L'azione della Chiesa nei confronti di maghi, streghe, medici e in particolare delle droghe da essi somministrate, iniziò a farsi meno importante con lo sviluppo di discipline scientifiche  come la chimica, la farmacologia, la medicina. Coltivato prevalentemente nell'area dei paesi mediterranei più caldi, la Turchia in particolare, l'oppio si diffuse progressivamente in Asia. Nello stesso periodo in Europa, paradossalmente,si perseguitarono periodicamente, in maniera tanto dura quanto inefficace, le cosiddette "droghe coloniali": il caffè, il tè, il cacao, il tabacco.

L’uso della coca si diffonde senza regole anche tra le classi inferiori della popolazione: dà energia e calma la fame. 
In Messico, Fra Bernardino di Sahagùn descrive l’uso di funghi allucinogeni (teonanàcatl) nelle cerimonie religiose.

* Intorno al 1575 d.C.

Il Sultano in Turchia e le autorità religiose in Arabia continuano a emanare sempre più inefficaci leggi di proibizione del caffè e di chiusura dei locali pubblici in cui esso viene consumato. Verso il 1600, si lascia finalmente perdere: d’ora in poi, la gente potrà finalmente bere caffè in santa pace, mentre i governi penseranno a incassare delle belle tasse sui consumi.
Nel frattempo, l’uso del tabacco come farmaco è ampiamente approvato, ma il suo uso superfluo è ancora guardato con sospetto, finché sir Walter Raleigh non introduce la moda del sigaro alla corte di Inghilterra. Si hanno le prime notizie della sua coltivazione, come pianta medicinale, in Toscana e a Roma.

In Inghilterra il Parlamento approva la “Legge per Reprimere l’Odioso e Ripugnante Peccato di Ubriachezza” (1606). Anche nelle colonie inglesi in America il consumo di alcolici è molto elevato e inizia a sollevare molta preoccupazione.
Il caffè si diffonde in Inghilterra ed è consigliato come rimedio contro l’ubriachezza, ma nel mondo musulmano si registrano nuovi tentativi di proibirlo.
La coltivazione del tabacco si estende in Italia, in Estremo Oriente e in Nord America. L’uso inizia a sollevare proteste: in Inghilterra, dapprima si impone una tassa fortissima, poi si è costretti ad abbassarla a causa del contrabbando e il governo invece di guadagnare ci perde… Anche in Turchia fumare tabacco è sempre più di moda: secondo alcuni religiosi il divieto di fumare è sancito dal Corano, nonostante questo risalga a molto tempo prima dell’arrivo del tabacco nel Vecchio Mondo. Il Sultano di Costantinopoli non perde tempo in controversie intellettuali e lo proibisce.

In Europa il tabacco diventa una buona fonte di reddito per i governi, in particolare in Inghilterra e in Francia.

 

* Dal 1640 d.C.

In Germania, a Lunenberg, per i fumatori c’è la pena di morte.

In Russia il tabacco è attaccato come “pianta del diavolo”, e per chi fuma c’è l’esilio e la tortura; nel 1674 si passa alla pena di morte ma nel 1676 le pene sono finalmente revocate.

Anche in Cina e Giappone vengono presi provvedimenti contro i fumatori di tabacco soprattutto per la preoccupazione del pericolo di incendi provocati da essi.

Frattanto, il caffè e le “case del caffè” si diffondono in Inghilterra, dove sono guardate con sospetto, anche su istigazione dei concorrenti e venditori di alcolici. Sorge il dubbio che in  questi locali i sovversivi si riuniscono a complottare, ma alla fine le tasse sul caffè faranno comodo come tutte le altre.

A noi, che leggiamo queste cose con gli occhi di oggi, sembrerà strano ma dell’oppio nessuno pare ancora preoccuparsi. 

 

* A partire dal 1700 d.C.

L’uso di alcolici continua a preoccupare in America e in Inghilterra dove si bevono soprattutto liquori; molto meno nei paesi mediterranei, dove la bevanda preferita è il vino.

In questo periodo, in Cina si inizia a fumare l’oppio misto al tabacco e poi, con una speciale preparazione, anche l’oppio da solo (fino ad allora lo si era usato solo per via orale).

La Compagnia delle Indie, appoggiandosi anche a un fiorente contrabbando, diventa la principale fornitrice di oppio per l'immensa popolazione cinese.
Intanto, in America e in Inghilterra si tenta ripetutamente di proibire l'uso di liquori. Dopo la guerra d'Indipendenza, in America la febbre anti-alcool sale alle stelle: Benjamin Rush, medico, psichiatra e firmatario della Dichiarazione d'Indipendenza, scrive vigorosamente contro le supposte virtù medicinali dell'alcool. Ma il tentativo del Congresso di imporre una tassa sui liquori scatena la “ribellione del whiskey” (1794).

Nel 1803 Sertürner isola dall'oppio l'alcaloide principale, e dal nome del dio greco del sonno, lo chiama morfina. In questo periodo, l'uso di oppio in Inghilterra si espande notevolmente, perfino per tener tranquilli i bambini, ma, a differenza dell'uso di alcolici, non provoca ancora nessun particolare allarme sociale.
Nel 1822, le Confessioni di un mangiatore d'oppio inglese di De Quincey mettono a fuoco il fenomeno (allora non era ancora un problema) della dipendenza fisica che compare con l'uso continuativo di questa sostanza, peraltro già noto dai tempi di Galeno. Nel Nord Europa e negli Stati Uniti sorgono i primi veri “movimenti per la temperanza” anti-alcool. Si inizia a abbandonare il tentativo di riformare la morale attraverso la persuasione e l'informazione, e si passa a considerare l'intervento repressivo.

A partire dal 1815 la Cina irrigidì il divieto del traffico di oppio che fece poi scattare la reazione del suo maggior trafficante, l'Inghilterra. Nel 1838 la distruzione di un carico d'oppio depositato dagli inglesi a Canton, fornì alla potenza coloniale il pretesto per un intervento militare teso a condizionare la sovranità dell'impero cinese e ad obbligarlo, con la forza dei cannoni, ad aprirsi al commercio internazionale. La Cina si ribella e scoppia la Prima Guerra dell'Oppio (1839-42). Ma la Cina è sconfitta e, soppiantando la Compagnia delle Indie, il governo inglese prende direttamente il controllo del commercio.
Il trattato di Nanchino del 1842 che seguì gli scontri, impose alla Cina l'apertura di cinque porti alle navi inglesi, la piena legittimità dell'importazione d'oppio da parte dei commercianti britannici e la completa cessione di Hong Kong. Contemporaneamente in Cina si commerciavano circa 180 mila casse di oppio, pari  12.600.000 chilogrammi.

* Intorno al 1850 d.C.

I lavoratori indiani immigrati in Giamaica vi importano l'uso della Cannabis. Negli USA, vari preparati di Cannabis sono ampiamente usati come farmaci.
Si diffonde sempre più l'uso della siringa ipodermica per iniettare morfina. Nei testi di medicina, le indicazioni per l'oppio e la morfina sono numerosissime. La dipendenza è ben nota ma ancora non solleva particolare preoccupazione: la massima parte delle persone che diventano dipendenti sono rispettabilissime signore di mezza età, che iniziano con gli oppiacei per disturbi comuni e banali. A poco a poco, anche in Europa e in USA si comincia, in ambienti ristretti (per esempio fra i marinai o fra gli immigrati dall'Oriente) a fumare oppio.

SECONDA GUERRA DELL’OPPIO
In Inghilterra si formò un forte movimento anti-oppio, che tuttavia non riuscì ad impedire la Seconda Guerra dell’Oppio (1856-58), cui presero parte anche Francia e Stati Uniti. Il conflitto si concluse con una nuova sconfitta cinese e la firma, nel 1858, del trattato di Tientsin, che estendeva alla Francia e agli Stati Uniti i privilegi commerciali di cui godeva la Gran Bretagna

* Intorno al 1860 d.C.Casella di testo:

Nel 1859 venne scoperta la cocaina, e infine, nel 1898, partendo dalla morfina, fu sintetizzata l'eroina.
In questo periodo si sviluppò, all’interno del Decadentismo, una corrente chiamata Simbolismo: si tratta di una tendenza poetica secondo la quale la realtà, così come si manifesta nei suoi oggetti e nei fenomeni, è soltanto apparente ed ha significati ben più complessi, ambigui e difficili da decifrare. Questa corrente nacque in Francia e i poeti che vi appartenevano venivano definiti “simbolisti” per il loro modo di scrivere e “solipsisti” per il loro modo di vivere, infatti, al posto di protestare di fronte alle ingiustizie, restavano passivi a tutto ascoltando solo le loro sensazioni (solipsista=colui che sta da solo). Questi poeti per disancorare le sensazioni dalla realtà facevano uso di droghe; tra questi ricordiamo BaudelaireVerlaineRimbaud e Mallarmé. Tutta gente che evidentemente non pensava di commettere un atto che entro pochi anni sarebbe stato definito “illecito e criminale”.
Nel 1868 in Inghilterra viene passata la Legge sulla Farmacia, che riserva a chimici e farmacisti iscritti ai registri professionali la vendita di oppiacei. Essendo già noto il fenomeno della dipendenza, molte di queste medicine a base di oppio o morfina (mai dichiarati sull'etichetta) sono vendute come cura per la dipendenza dagli stessi oppiacei! In altre parole, se uno era dipendente da morfina e voleva smettere, si comprava una di queste cure miracolose e subito guariva: perché continuava a prendere morfina credendo di avere smesso. Ovviamente, non appena sospendeva la cura per un solo giorno, stava di nuovo male.

* Intorno al 1870 d.C.

In Inghilterra viene sintetizzata la diacetilmorfina. Dapprima poco utilizzata, verrà molto pubblicizzata dalla Bayer una ventina di anni dopo, non solo come farmaco contro la tosse, ma anche per la cura dalla dipendenza da morfina. La Bayer inventa per la sostanza un nome più semplice e più attraente: eroina. Il successo non è strepitoso, ma il fatto che a parità di dose l'eroina sia più efficace della morfina (e la semplicità della sintesi) la faranno diventare, molti anni dopo, la regina delle droghe illegali, soprattutto dal punto di vista economico. Fino all'avvento dell'Aspirina, l'eroina fu prodotta, pubblicizzata e venduta dalla Bayer in tutto il mondo.
Verso il 1875 in California e negli altri Stati della costa occidentale USA l'immigrazione cinese è in rapidissima crescita: nasce un movimento anti-cinese, che trova subito un buon terreno di attacco criticando l'abitudine dei cinesi di fumare oppio. Negli ultimi anni del secolo le 'fumerie' americane vengono chiuse per legge: il fumo dell'oppio diventa clandestino, ma resterà frequente fino al 1930 e oltre. 
Contemporaneamente, l'attacco contro l'alcool si scatena: non più solo a livello locale e statale, ma anche a livello federale, con un primo emendamento alla Costituzione in senso proibizionistico (1876).

* A fine ‘800 d.C.

Nel 1884, Sigmund Freud, medico austriaco, scrisse un saggio scientifico "Sulla coca". Prescriveva la cocaina ad amici e pazienti per la cura di malesseri fisici e psichici e per la disassuefazione da altre sostanze. La cocaina fu largamente elogiata dall’ideatore della psicanalisi, praticata dai rappresentanti dell’Introspezione Psicologica, un filone del Decadentismo. Le bevande e gli elisir a base di coca si moltiplicano, vivamente raccomandati da molti medici e ben pubblicizzati come tonici e stimolanti. Il dott. Pemberton, farmacista, inventa la Coca-Cola: ha un discreto successo, ma dopo un po' vende la formula. L'acquirente fa uno dei grandi affari della storia, anche se nel 1903, sull'onda delle crescenti tendenze proibizionistiche, verrà spinto a eliminare la cocaina dalla formula e a sostituirla con caffeina.

* Passiamo al 1900 d.C.

A parte l’oppio preparato per il fumo (proibito in alcuni Paesi), la vendita di preparati farmaceutici a base di canapa indiana, oppio, coca e loro derivati è ancora totalmente libera in tutto il mondo, senza necessità di prescrizione medica.
Nel 1906 l’Inghilterra decide di cessare il commercio dell’oppio con la Cina, e negli Stati Uniti, la “Legge sui Cibi e Farmaci Puri” rende obbligatorio indicare sull’etichetta delle medicine tutte le sostanze contenute. Oppio, morfina  e cocaina praticamente scompaiono da questi prodotti, ma sono ancora liberamente venduti nelle farmacie come tali.
La cocaina (a cui si attribuiscono violenze e delitti sessuali soprattutto fra i neri degli Stati del Sud) è la prima droga ad essere proibita in molti stati USA. Addirittura, i poliziotti chiedono e ottengono armi di più grosso calibro con una strana motivazione: per poter fermare i neri (solo i neri!), così eccitati dalla cocaina da essere insensibili alle normali pallottole.

 * Dal 1909 d.C.

A Shanghai (e tre anni dopo all’Aja) sono convocate due Conferenze internazionali sul problema dell’oppio. Gli Stati Uniti ne proibiscono l’importazione, se non per scopi medici, e nel 1914 cessa la libera vendita di oppio, coca e loro derivati (morfina, eroina, cocaina). Per ottenere queste sostanze occorre una ricetta medica, e i medici devono ottenere un’autorizzazione, pagare una tassa e tenere un registro delle sostanze in loro possesso. Migliaia di persone dipendenti da oppiacei, si trovano d’improvviso senza possibilità di avere la loro sostanza. Alcuni riescono a smettere di colpo, altri pagano profumatamente medici e altri ancora ricorrono al mercato nero. Inizia così, molto rapidamente, la fortuna dei contrabbandieri e dei trafficanti.

* Intorno al 1915 d.C.

Nel 1917 la Finlandia delibera la proibizione degli alcolici, mentre in Svezia le vendite di alcolici vengono limitate.
Viene proibita l’importazione di canapa indiana negli USA, salvo che per scopi medici.
Nel gennaio 1919 viene approvato il XVIII emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti, che prevede la proibizione degli alcolici a partire dal 1920. Inizia il Proibizionismo, che non avrà però lunghissima vita. Verrà infatti revocato nel 1933 dopo essersi dimostrato inutile e pericoloso.

* Attorno al 1925 d.C.

In questo periodo, molti stati USA proibiscono le sigarette (di tabacco), introdotte dall'Europa al tempo della Guerra Civile. Ma questa proibizione non dura a lungo. Vengono introdotte sul mercato sigarette più leggere (subito accettate anche dalle donne), e tutti gli stati aboliranno la proibizione entro il 1927. Nel 1924 gli USA proibiscono la produzione e l'importazione di eroina, la droga che sta diventando prevalente sul mercato clandestino. Gli Stati Uniti, fra il 1924 e il 1950, riusciranno a farne vietare la produzione e l'uso medico in quasi tutto il mondo. L'Inghilterra resisterà a questa imposizione e continuerà a usare l'eroina nella normale terapia del dolore.
Il Rapporto del Canale di Panama afferma che l'uso di canapa non è pericoloso o dannoso alla salute, e sconsiglia ogni divieto per i militari della zona del canale. Tuttavia inizia una vera e propria campagna di stampa contro la marijuana, l'erba assassina, la droga peggiore di tutte, finché nel 1937 passa una legge che ne stabilisce di fatto la proibizione. Non cambia le cose neanche con un’ultima relazione, il famoso Rapporto La Guardia (1944), commissionato dal sindaco di New York, che ristabilisce la verità scientifica sulla canapa: ormai la discriminazione è avvenuta ed è difficile cambiare il pensiero della gente.
Nel 1926 in Inghilterra, il Rapporto Rolleston dichiara che l'uso non-medico di oppiacei è sotto controllo e che non sono quindi richieste leggi più restrittive. I medici inglesi sono liberi di continuare a prescrivere oppiacei (e altre sostanze, come la cocaina) secondo il loro giudizio professionale.
Nel periodo 1925-29 la Svizzera divenne il primo produttore mondiale di eroina, esportandone più di 10 tonnellate, vale a dire un terzo della produzione mondiale.

* Il dopoguerra

Arriva la II Guerra Mondiale ma le cose non cambiano più di tanto: l'uso di oppio resiste in Asia, ma in India passano leggi restrittive a partire dal 1947, mentre al contrario, i controlli sulla distribuzione e il consumo dell'oppio vengono aboliti a Hong Kong, nell'Indocina francese, in Iran e in Thailandia. L'oppio diventa in tutto il mondo, salvo le aree tribali del Triangolo d'oro fra Thailandia, Laos e Birmania, una droga illecita. Le fumerie diventano clandestine. La coltivazione della coca e l'uso tradizionale delle foglie restano invece leciti in Perù e Bolivia, per l'opposizione dei governi a un proibizionismo stretto. In Messico, vengono riscoperti dalla scienza occidentale, dopo 400 anni di oblio, i funghi allucinogeni.

* Arrivano gli anni ’60

Gli Stati Uniti, dopo aver conosciuto il boom del consumo (su prescrizione medica) di barbiturici, anfetamine e tranquillanti, fra gli adulti, passano attraverso il boom dei consumi di marijuana e allucinogeni (come l'LSD, che verrà proibito nel 1967) fra i giovani. L'allarme sociale dagli USA rimbalza in Europa e nel resto del mondo. Le mode americane vengono subito esportate.
Alla restrizione del consumo di barbiturici si risponde con un aumento incredibile dei consumi di tranquillanti: questi diventano i farmaci più prescritti e il più grande affare della storia del commercio legale dei “farmaci”.
Alla successiva restrizione della produzione e della prescrizione di anfetamine (che passano nella lista delle sostanze "controllate" nei primi anni '70) si risponderà, invece, con un boom della produzione e della vendita clandestina della cocaina.

* Tra gli anni ’70 e gli anni ’80

Mentre gli USA chiedono (1989) alla Colombia di collaborare nella lotta al narcotraffico, si assiste al crollo dei prezzi internazionali del caffè, una delle voci lecite più importanti dell'economia colombiana, e uno dei prodotti con cui l'ONU vuol sostituire le colture di coca.
L’ecstasy (MDMA) fa la sua timida comparsa sul mercato delle sostanze “ricreative” e in pochi anni verrà proibita, nonostante questo diventerà consumo di massa.

* Gli anni ’90

Gli USA di Bush e poi di Clinton, continuano la guerra alla droga, in Italia, la droga è sempre vietata.
In questi anni, solo l'Inghilterra e soprattutto l'Olanda seguono politiche permissive.
L'uso medico della Cannabis viene richiesto attraverso una serie di referendum in alcuni ambienti degli USA. In Inghilterra, Canada, Germania e USA, alcuni medici avviano studi sul possibile uso della cannabis nella cura di malattie come l’AIDS e la sclerosi multipla. Il consumo di cannabis in Olanda (dove dagli anni settanta è possibile acquistarne e consumarne legalmente piccole quantità) è pressappoco pari a quello degli Stati Uniti, dove la sostanza sostanza è proibita.
Attualmente in diversi paesi occidentali, tra cui anche la Svizzera, la canapa indiana sta riscuotendo nuovamente un certo interesse per le applicazioni in ambito medico.
Un po' ovunque sono oggi sorti movimenti che, al motto di "Lagalize-it", ne chiedono la legalizzazione.







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da: http://www.romagnosi.it/

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