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Cannabis e viaggi, da dove vengono?



Tutti abbiamo una ghiandola pineale, posta al centro della fronte, che il nostro corpo usa spontaneamente alla nascita, alla morte e durante la fase REM dei sogni producendo principalmente serotonina ma anche una o due triptamine, quali la DMT.
La serotonina è strutturalmente molto simile agli elementi di varie sostanze psichedeliche, le quali agiscono sulle stesse zone del cervello su cui agisce la serotonina. La cannabis è considerata una sostanza psichedelica.
La ghiandola pineale coincide con il Terzo occhio, il Sahasrara, il settimo chakra, la porta che conduce a visioni, stati altri di coscienza, mondi interiori, illuminazione e Nirvana. 


Ci avete capito qualcosa?

In poche parole, se volete ringraziare qualcuno a parte l'erba per i vostri viaggi, ringraziate la vostra ghiandola pineale, la vostra epifisi. 

Venerata anche come una vera e propria divinità già nei millenni precedenti, la ghiandola pineale è la parte più importante del corpo umano. Fa parte probabilmente di tutte le culture e religioni del pianeta, dalla tradizione cabalistica a quella persiana, da Shiva a Buddha, da Kundalini al Nuovo Testamento, dai riti sciamanici agli antichi egizi. Solo in Occidente, nel ventunesimo secolo, se ne parla poco e male.
Della ghiandola pineale è nota la sua calcificazione in età adulta, a causa anche di un'alimentazione sbagliata che contenga fluoro e anche per la semplice rigidità di pensiero. Per questo motivo si parla spesso di decalcificazione, o di apertura del Terzo occhio o di sbloccare i chakra. Moltissime culture sostengono che sbloccando la ghiandola pineale l'uomo possa entrare in possesso di nuove conoscenze.

Alcuni, a partire da Cartesio (res cogitans - res extensa), sostengono che l'epifisi rappresenti il punto di contatto tra mente e corpo. E che nella cura delle malattie, bisogna curare oltre il corpo anche l'anima perchè appunto collegati. 



(Fonti: ragazzaindaco.blogspot.it e ceraunavolt-important-people.blogspot.it)

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Item Reviewed: Cannabis e viaggi, da dove vengono? Rating: 5 Reviewed By: Mattia D'Ambrogio