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Animali che... si drogano!


Sembrerà strano, ma anche gli animali fanno uso di droghe. Alcune volte lo fanno per aumentare le loro prestazioni (ad esempio, acuire i sensi prima della caccia), altre volte lo fanno per puro scopo ricreativo, come l’essere umano.
Ecco alcuni degli animali che, allo stato brado, sono stati osservati mentre consumavano sostanze psicoattive.



Giaguaro
Alcuni di voi saranno già a conoscenza degli effetti che ha l’erba gatta sull’organismo di un felino domestico: il micio inizia a rotolare per terra, a leccare la pianta, a masticarla e a fare i tipici rumori di un gatto che se la sta spassando allegramente.
Anche i giaguari (che, come tutti i felini, subiscono gli effetti dell’erba gatta) hanno la loro droga preferita: si chiama Banisteriopsis caapi, ed esercita gli stessi effetti comportamentali dell’erba gatta.
Secondo la tribù del Piaroa, questa pianta aumenterebbe le percezioni sensoriali dei giaguari e la loro capacità di caccia. La ritengono così efficace da usarla loro stessi allo scopo di ottenere la forza del giaguaro.


Wallaby
I wallaby australiani hanno sviluppato una passione per i papaveri coltivati a scopo medicinale. “Abbiamo un problema con i wallaby, dato che entrano nei campi di papaveri, si sballano e iniziano a camminare in tondo” spiega Lara Giddins, che ha sottoposto il problema al parlamento australiano. “Alla fine cascano per terra”.
Se consideriamo che l’Australia produce il 50% dell’oppio legalmente coltivato del mondo, il problema dei wallaby merita di essere preso seriamente, specialmente alla luce del fatto che alcune pecore stanno iniziando a prendere la stessa abitudine di questi marsupiali.

Moscerini
I moscerini della frutta del genere Drosophila rifiutati da una potenziale compagna si danno all’alcol. Frustrati da una femmina che li rifiuta, trovano particolarmente attraente una qualunque sorgente di alcol, che sia di origine naturale o artificiale.
Durante la sbronza, i moscerini si eccitano sessualmente a tal punto da non fare più distinzione tra maschi e femmine, facendo serenate e improvvisando balletti aerei di accoppiamento con individui dello stesso sesso.


Uccelli
Il lorichetto dal collare tosso (Trichoglossus rubritorquis) pare che si dia alla frutta fermentata ogni anno alla fine della stagione secca, tra giugno e agosto. “Mostrano uno strano comportamento, come cadere dal ramo o difficoltà nel volo, tanto che vanno a sbattere contro qualunque cosa” spiega Stephen Cutter del The Ark Animal Hospital.
Durante questo periodo, i lorichetti non hanno più timore dell’uomo, e socializzano più facilmente tra loro, ma gli effetti dell’apparente intossicazione svaniscono soltanto dopo diversi giorni, dopo problemi respiratori e secrezioni da occhi, bocca e narici.
C’è chi sospetta che non il comportamento dei lorichetti non sia dovuto alla frutta fermentata, ma all’azione di un virus sconosciuto.

Elefanti
Nel 2007, 40 elefanti indiani hanno seminato il panico un un villaggio mentre si trovavano in stato di alterazione da alcol. Secondo la Associated Press, avevano bevuto grandi quantità di birra di riso ottenuta da una cisterna nei pressi del villaggio.
Contrariamente alla credenza comune, gli elefanti non si ubriacano ingerendo frutti di marula fermentati, essendo parecchio selettivi riguardo al cibo che mangiano; per ubriacarsi di frutta fermentata, inoltre, dovrebbero ingerire almeno 1.000 – 1.400 frutti di marula fermentati nello spazio di qualche decina di minuti.


Renne
Le renne si divertono un mondo quando ingeriscono piccole quantità di Amanita muscaria, un fungo velenoso e psicoattivo utilizzato per migliaia di anni dagli sciamani europei e asiatici.
Le renne ingeriscono alcuni pezzi del cappello del fungo, e iniziano a vagare allegramente per i boschi sperimentando, secondo gli esperti, una sensazione simile al volo libero.
Nelle regioni settentrionali d’Europa, gli sciamani bevevano urina di renna per condividere gli aspetti psicoattivo dell’Amanita muscaria con le renne.


Cavalli
Anche i cavalli si sballano, preferendo le “erbe matte” (piante che producono swainsonina). Il consumo di queste piante potrebbe essere iniziato per via del fatto che rimangono verdi più a lungo dell’erba circostante, ma ben presto i cavalli si sono accorti che il loro cervello non funzionava regolarmente sotto l’influsso delle erbe matte.
La swainsonina causa infatti disordini neurologici più o meno gravi in base al periodo di assunzione: se un cavallo la ingerisse per cinque settimane consecutive, inizierebbe a diventare letargico, a perdere peso e a mostrare una grave confusione mentale.



Pipistrelli
Non tutti i pipistrelli bevono sangue, anzi, la maggior parte di loro si nutre di frutta. Frutta che, spesso e volentieri, non è in uno stato ottimale di conservazione, ma ha iniziato a fermentare da giorni interi sotto l’azione degli agenti ambientali.
Lo zucchero della frutta in fermentazione produce alcol in proporzione alla quantità di zuccheri che contiene; e i pipistrelli amano particolarmente la frutta ricca di zuccheri.
Nonostante questo, le abilità motorie di alcune specie di pipistrelli americani non sembrano compromesse dall’assunzione di alcool, probabilmente perché consumano alcol più frequentemente dei loro parenti che vivono in altre regioni del mondo e che mostrano evidenti sintomi di ebbrezza.


Toporagno
Anche il toporagno arboricolo con la coda a penna (Ptilocercus lowii) ama la frutta fermentata. Spende diverse ore della notte a consumare l’equivalente di 10-12 bicchieri di alcol al 3,8%, ma non mostra alcun segno di intossicazione o effetti negativi sulle sue capacità motorie.


#GBaonbja

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