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#12a - La calpesta al corteo, l'agente va in Questura. La ragazza: "Non farò nessuna denuncia"

Un viareggino e una pisana nella foto-simbolo scattata durante la guerriglia per il Jobs Act e il piano casa: i due ragazzi erano a terra quando un poliziotto in borghese è salito con i piedi sulla pancia della ragazza mentre il giovane tentava di difenderla. Andrea: «Eravamo senza scampo». Intanto, la Procura apre un'indagine.



(Nella foto Deborah Angrisani e Andrea Coltelli durante l'intervista al Tirreno. Foto Paglianti)


di Donatella Francesconi


VIAREGGIO. Un operatore della Questura di Roma si è riconosciuto nella persona filmata mentre calpesta Deborah Angrisani, 22 anni studentessa a Pisa, durante gli scontri verificatisi nel corso della manifestazione di sabato a Roma. L'uomo si è presentato di sua iniziativa in Questura. Dopo la visione di quelle immagini la stessa Questura ha avviato un'inchiesta interna finalizzata alla ricostruzione dell'accaduto e all'individuazione del responsabile. Adesso "i relativi atti saranno trasmessi - riferisce ancora l'ufficio stampa della Questura - all'autorità giudiziaria e valutati per gli aspetti disciplinari".

Deborah: Non farò nessuna denuncia. "Non farò nessuna denuncia verso quel poliziotto. Non la farò perché sarebbe inutile". Sono le parole della ragazza diventata famosa per l'abbraccio tra gli scontri di Roma. "A cosa servirebbe una denuncia? Per sospendere un mese quell'agente? O per andare a un processo lungo e inutile? In compenso continuerò a manifestare. Il poliziotto che mi ha calpestata si è presentato in Questura? Sono contenta, ma dovrebbero farlo anche tutti gli altri autori di violenze nei confronti dei manifestanti"


Il racconto di Andrea, il vareggino che ha abbracciato Deborah. È l’immagine-simbolo degli scontri di sabato, a Roma, tra manifestanti e forze dell’ordine: un ragazzo, il volto insanguinato, è sdraiato sopra una coetanea, cercando di difenderla mentre intorno a loro si agitano i manganelli. Il nome di lui è Andrea Coltelli, viareggino, 20 anni; quello di lei è Deborah, pisana. I due ragazzi si conoscono, sono compagni di università. Andrea fa parte della Brigata antisfratto, nata a Viareggio, impegnata sul fronte dell’emergenza sfratti che la città versiliese vive. Arrabbiati, decisi a contestare. «Ero a Roma con un gruppo partito da Viareggio. Avevamo fatto il pullman». La sequenza lo mostra quando scatta la carica: Andrea, almeno in quel momento, non ha volto il coperto e non ha alcun oggetto in mano. Ha un guanto alla mano destra, dei grandi occhiali protettivi e uno zainetto blu. Intorno al collo è annodata la felpa, rossa. «Ho visto la carica e mi sono girato indietro a cercare gli altri che erano con me - racconta, la voce stanchissima - ma non c’erano più. Cercavo di indietreggiare, perché in queste situazioni è importante non perdere la testa, ma mi sono ritrovato gli agenti addosso. Mi hanno manganellato più volte».

Andrea corre, insieme a Deborah. Là in fondo c’è piazza Barberini, immaginaria via di fuga: «Invece no - prosegue il racconto - la piazza era tutta chiusa. Non c’era via di scampo». A quel punto - Andrea rivive quegli attimi confusi - «ci siamo buttati a terra, non c’era altro da fare. E io ho cercato di difendere me stesso e Deborah».

Il giorno dopo è un video di “Servizio pubblico” che mostra una scena che ha fatto il giro del mondo: la scarpa pesante di un agente in borghese, ma con casco indossato e e manganello in mano, che sale sopra la pancia di Deborah e la schiaccia. Il volto della ragazza non si vede, ma le sue gambe che si agitano in aria per il dolore sono un racconto drammatico di quanto sta provando. Un altro poliziotto vede la scena e mostra la sua disapprovazione per il gesto del collega.





Andrea Red


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