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Uruguay: la cannabis sarà tracciabile e a principio attivo limitato


Diego Cánepa, Presidente della Giunta nazionale delle droghe dell'Uruguay, ha annunciato che la concentrazione massima di thc, il principio attivo della cannabis, sarà limitata al 15%




Dal blog Informazione in un click: Marijuana “certificata” e tracciabile, come accade per la carne bovina, a contenuto di principio attivo limitato, escludendo semi ogm così come le importazioni: il governo di Montevideo ha anticipato alcuni aspetti del regolamento della legge che, unica al mondo, si appresta a legalizzare e vendere la cannabis in Uruguay. Il presidente della Giunta nazionale delle droghe dell’Uruguay, Diego Cánepa, ha annunciato che la concentrazione massima di thc, il principio attivo della cannabis, sarà limitata al 15%, “ovvero quello che produce in modo naturale la pianta”, e ha escluso qualsiasi modificazione genetica per la produzione legale.
Le varietà che circoleranno legalmente nel mercato nazionale, ha aggiunto Cánepa, saranno definite e tracciabili in tutte le loro fasi: “La tracciabilità è un fattore chiave per garantire che la marijuana rispetti i parametri di legge, ma anche per dare sicurezza ai paesi circostanti” come Argentina o Brasile, dove vigono leggi restrittive che saranno presumibilmente rafforzate per impedire l’ingresso clandestino di cannabis uruguayana. Il presidente della Giunta nazionale delle droghe ha quindi scartato la possibilità che l’Uruguay importi piante e semi per la produzione iniziale, poiché “la marijuana c’è già nel paese da quando la coltivazione è legale”, ovvero da quando è stata promulgata la nuova legge, nel dicembre scorso, sebbene manchi ancora il regolamento.
In ogni caso, ricordano fonti giornalistiche locali, nel territorio nazionale la cannabis si consuma da quasi mezzo secolo con 128.000 utilizzatori, stando ai numeri del governo, 200.000 secondo altre fonti, su un totale di poco più di tre milioni di abitanti.
Cánepa ha inoltre confermato che “esiste molto interesse per lo sviluppo di un’industria farmaceutica vincolata alla cannabis, che provocherà un cambiamento importante nel modello produttivo dell’Uruguay”, precisando anche che, come previsto, le prime piantagioni saranno ospitate in terreni militari, ma senza che il personale delle forze armate vi sia direttamente coinvolto.
L’attesa regolamentazione della legge inciderà più in concreto sulle tre possibili forme di accesso alla cannabis previste: l’acquisto attraverso il sistema di distribuzione statale, la coltivazione domestica, l’appartenenza a un club di coltivatori. “Chi sceglierà l’acquisto legale non potrà tenere piante in casa e chi coltiva a casa non potrà entrare nei club” ha precisato Cánepa. È già stabilito, fra l’altro, che potranno acquistare legalmente la marijuana solo i cittadini uruguayani o i residenti nel paese da almeno un anno, il tutto per scongiurare “il turismo della cannabis”. (Fonte: atlasweb.it)

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