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Marijuana: l’alcol è più pericoloso, intervista a Giorgio Bignami (L'Espresso - 04/11/2013)

La cannabis è molto meno dannosa di sostanze legali come le sigarette o gli alcolici. Parla Giorgio Bignami, dirigente di ricerca all'Istituto superiore di Sanità e presidente del Forum Droghe. A favore della legalizzazione.




Marijuana: l’alcol è più pericoloso




«Non è possibile che il consumo di alcol e sigarette sia legale, mentre quello della cannabis no». Giorgio Bignami è medico e libero docente in farmacologia, è stato un dirigente di ricerca in Psicofarmacologia dell’Istituto superiore di sanità, e oggi presidente di Forum Droghe, associazione che dal ’95 si batte per limitare l’approccio penale alle sostanze stupefacenti.


Dottor Bignami, perché la cannabis andrebbe legalizzata? 

«È in primo luogo una questione di diritti: la libertà personale va rispettata, quando non lede quella degli altri. I dati riguardo agli effetti nocivi sulla salute poi sono quantomeno dubbi, perché spesso gli studi non tengono in debito conto fattori di confondimento, ad esempio socio-economici, che possono influenzare i risultati. Uno scienziato del calibro di David Nutt, ex consulente del governo britannico in materia di droghe, sostiene al contrario che la cannabis sia meno dannosa di sostanze legali come l’alcol. Da noi invece si continuano a sentire affermazioni scientificamente infondate, ad esempio che una canna avrebbe il potere cancerogeno di 20 sigarette».


Come si dovrebbe intervenire?

«La soluzione è la legalizzazione controllata. Il rischio di favorire l’abuso della sostanza, come temono i proibizionisti, è infondato. La legalizzazione aiuterebbe inoltre a controllare la quantità di principio attivo contenuto nella cannabis, sempre più alta negli ultimi anni, ed eviterebbe che i giovani possano entrare in contatto con il mondo della criminalità, o vengano portati verso il consumo di altre sostanze illegali».



Riguardo all’uso medico?

«L’efficacia della cannabis è ormai dimostrata. Con il decreto Balduzzi è stata aperta la strada all’utilizzo di qualunque derivato della cannabis, e si sperava che sarebbe stato rispettato il dato scientifico che la cannabis fumata ha un effetto maggiore di quello della sostanza purificata. Così non è stato invece, almeno per ora. L’unico farmaco approvato dall’Aifa è un prodotto purificato, il Sativex, e si è trattato quasi di un passo indietro, perché è stato approvato solo per pazienti gravi, e solo se già fallite le altre linee di terapia».


Simone Valesini





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