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L'onu propone la depenalizzazione delle droghe leggere

L'onu ipotizza per la depenalizzazione



Dal blog di Liberate MariaMentre in Italia il reato sul consumo di droghe leggere è stato in parte depenalizzato, dato che la legge Fini-Giovanardi di un decennio fa è stata ritenuta incostituzionale dalla Consulta (poi vedremo perché), tornando alla legge precedente di inizio anni ’90, in seno all’Onu (nell’apposita Agenzia dell'Onu per le Droghe ed il Crimine) si sta pensando di depenalizzarlo definitivamente, giacché la risposta dei singoli Paesi non è stata soddisfacente.
Il rapporto dell'Unodc (Ufficio delle Nazioni Unite per le Droghe ed il Crimine) ha l’obiettivo di decongestionare le carceri, redistribuire le risorse per poterle riassegnare alle cure, e infine, promuovere la riabilitazione. Se ne discuterà questa settimana a Vienna.


LE RAGIONI CHE SPINGONO VERSO QUESTA DECISIONE

Nel testo si legge tra l'altro che i consumatori di droga devono essere trattati come pazienti in cura, e non come criminali; il direttore dell'Unodc, Yury Fedotov, nota come rispetto al 2009, anno in cui sono stati fissati gli obiettivi per la lotta al consumo di stupefacenti, "l'ampiezza generale della richiesta di droghe non sia cambiata sostanzialmente a livello mondiale."
Nonostante il mercato della cannabis e della cocaina abbia conosciuto una contrazione del giro d'affari, il consumo degli stimolanti sintetici e l'apparizione di centinaia di nuovi stupefacenti hanno vanificato buona parte dei progressi fatti.
Secondo i dati Onu, circa il 5% della popolazione mondiale fa uso di droghe, con un costo molto elevato in termini di vite umane: circa 210mila persone muoiono ogni anno per il consumo di stupefacenti.


LA NOSTRA SITUAZIONE NORMATIVA IN MATERIA

Prima accennavamo all’abrogazione della Fini-Giovanardi. La Corte costituzionale la contesta giacché era stata inserita con un emendamento, in fase di conversione, nel decreto legge sulle Olimpiadi invernali di Torino del 2006. Avente ad oggetto tutt’altra materia.
A sollevare la questione di legittimità era stata la terza sezione penale della Cassazione. Viene così cancellata la norma con cui si erano parificate «ai fini sanzionatori» droghe pesanti e leggere: con la Fini-Giovanardi erano infatti state elevate le pene, prima comprese tra due e sei anni, per chi spaccia hashish, prevedendo la reclusione da sei a venti anni con una multa compresa tra i 26mila e i 260mila euro.
Con questa bocciatura torna in auge come detto la legge Iervolino-Vassalli, modificata da referendum promosso dal Partito Radicale nel 1993, che prevede pene molto più basse per le droghe leggere (da 2 a 6 anni, la Fini-Giovanardi prevedeva da 6 a 20). Immediatamente ne troverebbero beneficio gli imputati nei processi in corso e quelli già condannati perchè la Consulta farebbe rivivere le pene più lievi (da 2 a 6 anni di carcere) per lo spaccio di droghe leggere, anziché la reclusione da 6 a 20 anni (e la multa da 26mila a 260mila euro) prevista dalla Fini-Giovanardi. Dunque gli effetti positivi per carceri e per processi saranno immediati e notevoli.

- Liberate Maria

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