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Il “mercoledì verde” segna l’inizio della fine del proibizionismo

Liberate Maria - 26/03/2014

( www.west-info.eu ) - Dallo scorso 1° gennaio, passato alla storia come il “mercoledì verde”, in Colorado è possibile acquistare marijuana per uso ricreativo. Secondo gli esperti è proprio in quest’angolo di un paese a lungo simbolo del proibizionismo che si gioca il futuro di questo stupefacente. Oggi la cannabis per scopi medici è legale in 21 dei 50 stati degli USA. E altri 14 stanno pensando di fare altrettanto. Tutti sono consapevoli del fatto che il confine tra uso medicinale e ricreativo può rivelarsi assai sottile.

Nel 2012 il Colorado, con i suoi 5 milioni di abitanti, contava ben 140mila pazienti autorizzati a usare la marijuana. A nessuno sfuggiva la presenza di abusi. Una “febbre verde” che contagiò migliaia di persone che, insieme alla nascita di centinaia di dispensari legali, portarono al naturale passo successivo. Così nel novembre 2012, con il 55% dei voti a favore, lo stato situato nel cuore degli Stati Uniti è diventato il primo, insieme a Washington, a legalizzare la coltivazione e la vendita di canapa a scopi ricreativi.

Tuttavia, a livello federale la marijuana continua ad appartenere alla stessa categoria dell’eroina e della cocaina. Lo scorso agosto, però, si è registrata una novità di non poco conto. L’amministrazione Obama, infatti, ha annunciato che non avrebbe fatto ricorso contro le nuove leggi in Colorado e Washington. E non poteva essere altrimenti dato che la società USA sta cambiando. In un sondaggio (disponibile qui)  condotto nel mese di febbraio dal New York Times, il 51% degli americani si è espresso pro-legalizzazione della cannabis (nel 1979 la percentuale per la stessa indagine era del 27%). Il sostegno arriva fino al 72% tra gli under 30. Circa le preferenze politiche 1/3 dei repubblicani è a favore del cambiamento, il 60% dei Democratici e il 54% degli indipendenti.

Insomma, gli Stati Uniti non sono più il paese ossessionato dalla guerra alla droga. Con il Colorado diventato l’esperimento che il mondo intero sta guardando. Anche in considerazione dei benefici economici che seguono la liberalizzazione. Poche settimane fa il governatore dello stato, John W. Hickenlooper, ha sostenuto che le entrate derivanti dalla tassazione della marijuana raggiungeranno i 134 milioni di dollari quest’anno. Per non parlare delle migliaia di posti di lavoro creati o degli astronomici incassi delle aziende elettriche grazie alle centinaia di coltivazioni intensive di erba in serra.

La cannabis è illegale negli Stati Uniti dai tempi del cosiddetto Marijuana Tax Act del 1937. In caso di successo, la sperimentazione del Colorado potrebbe segnare l’inizio della fine dell’era del proibizionismo della canapa. Se fallisce, rallenterà lo slancio attuale verso la parificazione del trattamento giuridico della marijuana con l’alcool. Non c’è dubbio, però, che il 2014 sarà un anno cruciale nella storia della cornice giuridica sulla cannabis.

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