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I Rastafari e la Cannabis




Per la religione Rastafari -da Ras Tafari, cioè il nome dato a Hailè Selassie, in un certo senso divinizzato e considerato ancora oggi (nonostante la sua morte nel 1975) l'unico in grado di riunire in Africa tutte le popolazioni afro sparse nel mondo- la cannabis è un mezzo per raggiungere la pace interiore e per meditare ed interagire con Jah, ma è anche simbolo di fratellanza, pace e amore. Durante i riti religiosi i rastafariani si trovano insieme cantando parole di speranza, ballando e suonando reggae, ognuno con uno spliff, ovviamente da scambiare come segno di fratellanza, pace e amore. L'erba è chiamata "wisdomweed", che letteralmente significa "erba della saggezza". Secondo la credenza la cannabis sia cresciuta sulla tomba di re Salomone.
Uno degli usi a mio parere più belli è il fatto che, durante un matrimonio, gli sposi non scambiano fedi o doni materiali, ma condividono una canna insieme.






                           Questa è la copertina di uno degli album di Bob Marley, rastafari per scelta e musicista reggae

In Italia

Stranamente, in un paese retrogrado e  ultra cattolico come l'Italia, per coloro che sono fedeli alla religione rastafari è concesso possedere e fumare cannabis in quanto:

“Secondo le notizie relative alle caratteristiche comportamentali degli adepti di tale religione di origine ebraica, la marijuana non è utilizzata solo come erba medicinale, ma anche come erba meditativa”

Secondo alcuni basterebbe avere i Dreadlocks e vestiti tipici giamaicani per avere il "permesso" legale di consumare cannabis. In realtà per non essere incriminati per il possesso o l'uso di erba bisogna essere dichiarati rastafari, e il fatto che si segue questa religione deve essere ufficiale.



#GBaonbja




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