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Hashish, tecniche di produzione e varietà






L’hashish è un concentrato di resine (le quali contengono i principi attivi) derivate dalle infiorescenze dalle piante di Cannabis (chiamate appunto “marijuana”).

In Italia viene comunemente chiamato con l’appellativo di “fumo”.

Per ottenere l'hashish ogni cultura ha sviluppato un proprio processo. Si distinguono tre principali tecniche di produzione:

- quella dei paesi islamici;
- quella della zona intorno al sub-continente indiano;
- quella olandese.

Nei paesi islamici, come il Marocco o l'Egitto, si tagliano e si raccolgono le piante mature; successivamente, esse vengono scosse e sbattute raccogliendo la resina, i pistilli dei fiori femmina e piccoli pezzi della pianta in un telo di plastica o in un'apposita vasca. Questa polvere viene poi in parte pressata e lavorata a mano (parte più pregiata); da successive battiture si otterrà nuova polvere da pressare a macchina per la produzione di hashish commerciale.

La tecnica indo-himalayana, invece, non prevede il taglio delle piante. Durante il periodo di fioritura, a più riprese, si sfregano le infiorescenze tra le mani, direttamente nei campi, per poi accumulare e staccare con le mani stesse la resina gommosa che poi viene modellata in palline morbide e gommose dette Charas, che è la consistenza tipica dell'hashish indiano, afgano, nepalese.

La tecnica olandese, infine, consiste nel mettere le cime mature in una bacinella piena di ghiaccio (per fare in modo che le cime si sbriciolino meglio). Cime e ghiaccio vengono poi frullate con un frullatore ad immersione, per poi versare il tutto in un setaccio largo posto sopra un contenitore in modo da filtrare i pezzi di marijuana. Dopo una decina di minuti, nel contenitore si raccoglierà acqua e resina. Tramite un secondo setaccio più fine l'acqua viene infine separata dalle resine. Queste ultime, una volta asciugate e pressate, daranno origine all’hashish.








Le tipologie di hashish derivanti dalle tecniche sopraelencate risultano essere diverse ed in continua evoluzione. Le più famose sono:

- Cioccolato: ha un colore marrone scuro esternamente, più chiaro all’interno, e viene pesantemente tagliato con sostanze varie per aumentarne il volume. Viene prodotto in qualsiasi paese partendo dalla sostanza in panette e a differenza degli altri tipi ha però un costo estremamente ridotto a causa della scarsa qualità.

- Libano Oro: colore giallo-arancio. E’ morbido al tatto e facilmente malleabile. È originario di Libano, Egitto, Giordania.

- Black Bombay: è una qualità a pasta molle dal colore nero e dall'odore simile all'hashish afghano. Proviene dall'India e si racconta che in origine venisse impastato con dell'oppio.

- Nepal Temple Balls: è un tipo di hashish originario del Nepal. Si presenta con un esterno nero lucido e un interno marrone scuro. Così chiamato per la forma a sfera.

- Skuff: è un tipo di hashish ottenuto dall'impasto della resina della pianta e parti della pianta stessa. Si presenta di colore verde-marrone.

- Charas: è un tipo di hashish pregiato dal colore prevalentemente nero, molto ricercato dai consumatori, data l'alta concentrazione di THC. E’ originario dell'India.

- Bourbouka: viene da alcuni ritenuto essere una varietà di hashish molto pregiato, quando viene scaldato "frigge", a causa della grande quantità di olio. E’ uno dei pochi hashish marocchini lavorati a mano.

- Marocco 00: varietà di hashish estremamente pregiato, quando viene scaldato e successivamente sbriciolato si dice che "monta", cioè aumenta di volume.                  E’ originario del Marocco.

- Ice-O-Lator: varietà olandese comparsa negli ultimi anni nei coffee shop, ad elevata concentrazione di THC (30-50%). Viene ottenuto separando i tricomi attaccati alla pianta già secca frullandola in acqua con ghiaccio e filtrandola più volte prima di essere pressata e conservata a basse temperature.

 - Palma: hashish molto pregiato di colore giallognolo chiaro dal caratteristico simbolo a forma di palma sulla panetta. Ha una consistenza morbidissima ed è molto friabile al tatto.


Fonti:



W. Vanhove, P. Van Damme; N. Meert, “Factors determining yield and quality of illicit indoor cannabis production” (2011)
      

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Item Reviewed: Hashish, tecniche di produzione e varietà Rating: 5 Reviewed By: Andrea Red