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Cannabis: i soldi regalati alla mafia

Il Colorado, dopo aver legalizzato la vendita di marijuana a scopo ricreativo, solamente nel primo mese di vendite ha incassato due milioni di dollari in tasse i cui utili saranno reinvestiti nell'edilizia scolastica. Il Colorado è uno stato con una popolazione di 5 milioni di abitanti, ovvero circa un dodicesimo di quella italiana.



Questo mi porta a pensare che, se le vendite dovessero continuare con lo stesso ritmo e se le proporzioni con l’Italia possono essere più o meno rispettate, l’Italia potrebbe incassare da un provvedimento simile circa 600 milioni di euro l’anno di tasse.

Invece di incassare questi 600 milioni di euro (da utilizzare poi per il risanamento dell’edilizia scolastica come previsto dagli annunci di Renzi), il nostro paese preferisce lasciarli alla mafia per poi mettere in prigione (dovendoli poi mantenere) frotte di disperati che si sono rovinati la vita perché non hanno trovato un modo migliore per mettere insieme il pranzo con la cena o magari persone normali che semplicemente se la volevano coltivare sul balcone; il tutto mentre le forze di polizia, i giudici, gli avvocati, i tribunali vengono impiegati (cioè pagati) per combattere il traffico di "droga". [...]

Ma se trovare della droga in Italia è così semplice, allora il problema non è più “consentire o non consentire ai cittadini di fumare cannabis”, bensì “a chi diamo i soldi dell’erba che viene comunque venduta sul mercato”.

Renzi il giovane ci racconterà del taglio delle tasse che realizzerà e dei due miliardi destinati alla riqualificazione dell’edilizia scolastica. Ci racconterà soprattutto di come riuscirà a coprire la spesa. Io un’idea su come contribuire a coprire la spesa ce l’ho, ma so anche che la mia speranza resterà disattesa.

Quello che non riesco a capire è il motivo per cui ci si ostina a regalare soldi alle mafie invece che provare a indebolirle rafforzando le finanze dello stato. Magari qualcuno di voi riesce a spiegarmelo.

Paolo Pinzuti (dal sito: http://www.ilfattoquotidiano.it/ )

Anche se una parte della cannabis sul "mercato" italiano è prodotta da piccoli coltivatori, che producono solo per se e, magari, pochi amici, il problema della mafia è ancora persistente. Essa governa tutti i mercati illegali del paese, e anche quello della cannabis. Come scritto nell'articolo sopra il problema è solo "a chi dare i soldi dell'erba che viene venduta".
Ma il problema non finisce qui: spesso nel'erba o nel fumo che viene venduto da coloro che producono e vendono per la mafia ci sono sostanze che non sono presenti in alcun caso in natura e che sono dannose alla salute, come piombo o veleni di altri tipi, tutte sostanze che non sono presenti nella lavorazione "pulita", ma che vengono messe, volontariamente o meno, nella peggiore (e purtroppo spesso più venduta) cannabis ce si trova sul mercato.

#GBaonbja

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